Mascotte Montmartre – Brasserie, specialità di pesce
La Mascotte Montmartre è un luogo davvero speciale, sia bar che birreria. È l’ultimo bistrot autentico di rue des Abbesses, nel cuore di Montmartre, sul versante meridionale. Fondato nel 1889. Tutto ebbe inizio nel 1889, lo stesso anno della torre Eiffel e del Moulin Rouge. Quell’anno, nel cuore di rue des Abbesses, Le Pompea aprì le sue porte come un modesto albergo di due piani, con un grande bancone al primo piano. Era un locale all’antica, nel più puro stile popolare parigino, dove tutti potevano ritrovarsi. Negli anni Trenta, il proprietario, un certo Père Teissier, fece sopraelevare l’edificio di altri tre piani per creare un secondo albergo, l’Antinea, destinato ad accogliere i suoi figli. All’epoca lo chiamavano « hôtel de préfecture », cioè un « garnì » o un « meublé », che tra l’altro, nel 1953, ospitò la storia d’amore tra Édith Piaf e il suo pianista. Negli anni Cinquanta, una sala da biliardo per la clientela di Montmartre.
L’esercizio era gestito da Laurent e Mézia. All’epoca, la sala sul retro ospitava quattro tavoli da biliardo, e il locale era frequentato da una clientela montmartroise composta da artigiani, commercianti e artisti, tutti attirati dalla qualità dei vini a prezzi ragionevoli, ma anche dal piccolo banco di bigorneaux gestito dalla coppia Marchal, fondatori dell’Escargot de la Butte, la fattoria di gasteropodi situata in rue Joseph de Maistre.
Oggi è uno spazio di coworking, un luogo di lavoro, di condivisione e di collaborazione (Minca Coworking). L’arrivo degli Aveyronnais
La prima famiglia aveyronnaise, i Comtes, rileva l’attività prima che Irène e Maurice Campion la acquistino nel 1965. All’epoca, il bar si trovava già sulla sinistra e, a parte i bigoli e i piatti da asporto di frutti di mare che facevano la fama dell’esercizio, vi si servivano solo panini. Ma Irène era un’ottima cuoca e sognava di offrire ai clienti piatti caldi veri. Suo marito non ci credeva, ma lei ha fatto il grande passo e ha iniziato a cucinare in una minuscola stanza sul fondo del bancone, dapprima omelette, poi qualche piatto tradizionale. Tutto il quartiere si è precipitato a gustare le famose patate fritte della padrona e la clafoutis alle ciliegie! Il vero decollo de La Mascotte Montmartre nel 1975
Sostenuti dal successo della cucina di Irène, i Campion decidono nel 1975 di trasformare i locali ampliando il bar, ora sulla destra, e la sala da pranzo eliminando due biliardi. Fu l’età dell’oro de La Mascotte, che divenne il cuore pulsante di rue des Abbesses, un luogo d’incontro per gli abituali del quartiere e i parigini amanti delle cose semplici, gustose e conviviali.
Il bar, che allora si estendeva per quasi tutta la lunghezza della sala verso il fondo, vi ha contribuito molto, e molti montmartrini ricordano ancora le serate interminabili trascorse al bancone… È nell’appartamento familiare, proprio sopra il bar e in mezzo a tutta quella “fauna”, che Thierry, figlio di Maurice e Irène, è cresciuto. Quando Maurice scompare prematuramente nel 1988, Thierry è troppo giovane per prendere in mano l’attività, e sua madre, troppo provata, non può continuare da sola. L’esercizio viene quindi affidato in gestione.
Il ritorno dei Campion a La Mascotte Montmartre
Quattro anni dopo, Thierry e la moglie Ghislaine decidono di riprendere La Mascotte. Il percorso del giovane (all’epoca aveva 29 anni) non è casuale: dopo un diploma in agraria, si diploma in una scuola di commercio e lavora come commerciale per Pernod-Ricard, poi Perrier. La sua storia familiare e il suo percorso professionale lo rendono un candidato legittimo per questa avventura, anche se ammette di rimpiangere di non aver frequentato una scuola alberghiera. Eppure, La Mascotte gli scorre nel sangue, ed è la prova vivente che il lavoro, la passione e la determinazione fanno tutta la differenza!
La Mascotte Montmartre oggi
I tavoli da biliardo sono via via scomparsi, e La Mascotte è passata dallo status di bistrot di quartiere a quello di ristorante rinomato, senza però perdere la sua anima profondamente montmartroise.
Fedele alle sue origini aveyronnesi, Thierry ha mantenuto il gusto per le cose buone e per la tradizione. Lavora direttamente con produttori e viticoltori e vanta di aver ottenuto la Coupe du Meilleur Pot assegnata dall’Accademia Rabelais nel 1999. Tra l’atmosfera rilassata delle pendici della Butte Montmartre, l’ambiente non è cupo e i veri parigini non mancano di recarsi da La Mascotte per bere un bicchiere al grande bancone in zinco che costeggia l’ingresso. Quale vero montmartrois non ha mai sorseggiato un bicchiere di vino bianco una domenica a mezzogiorno, accompagnato da qualche frutto di mare al bancone? La Mascotte, il bar-birreria simbolo di Montmartre dallo stile retrò.
Ma si viene anche da Thierry Campion per un pasto piacevole nella grande sala da pranzo, un tempo arredata dai suoi genitori nello stile Art déco, con specchi e intarsi. Thierry Campion rimane fedele anche ai suoi viticoltori preferiti del Beaujolais e del Sud-Ovest.
Le specialità de La Mascotte Montmartre
Tra le altre specialità de La Mascotte spiccano i frutti di mare (il banco viene chiuso solo a luglio e agosto per il caldo) e le immancabili carni di maiale contadine del Cantal. Molto francesi, a metà strada tra rustiche e casalinghe, le proposte del menu sono numerose, appetitose e a volte originali. E qui non si bada a spese per la qualità, con i pesci che arrivano direttamente dalla Bretagna.
On ha apprezzato anche la semplicità originale del tartare di andouille Père Duval, condito con semi di senape, e un jarret di manzo cotto in pot-au-feu, saltato in padella "al contrario" con cipolline e carote. Per stuzzicare l’appetito: piatti di frutti di mare, sogliola alla mugnaia, aragosta viva alla piastra, tartare di manzo, cozze alla normanna, Fish & Chips alla Mascotte, gelati e sorbetti della Maison Berthillon. Circa 70 € senza bevande a carta. Menu a 49 €. Menu pranzo a 32 €, bevande incluse, dal lunedì al venerdì. Menu bambini a 22 €. L’Écaille o l’estensione de La Mascotte
Dopo aver acquistato i locali adiacenti al ristorante nel 2011, è nato L’Écaille. Dopo importanti lavori di ristrutturazione nel 2012, lo spazio è stato ampliato e modernizzato per proporre frutti di mare e altri prodotti regionali, liberando così la terrazza. Il bancone è stato ricollocato nella sua posizione originale, a sinistra entrando, e la decorazione è stata concepita in stile Art Nouveau, unendo boiserie d’epoca e piastrelle tradizionali. È stata inoltre allestita una sala al piano superiore, che funge regolarmente da luogo di incontro per numerose associazioni locali.