Memoriale del Templare Jacques-de-Molay al Square-du-Vert-Galant

Memoriale del Templare Jacques-de-Molay al Square-du-Vert-Galant

Il Memoriale del Templare Jacques de Molay ricorda la tragica fine sul rogo del Gran Maestro dei Templari.
La morte sul rogo del Templare Jacques de Molay
Il 18 marzo 1314, Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari, imprigionato da sette anni in seguito alla grande retata ordinata da Filippo IV il Bello, fu condotto sull’Île de la Cité, davanti alla cattedrale di Notre-Dame. Fu lì che avrebbe dovuto udire la sentenza del suo processo, insieme a Geoffroy de Charnay, precettore di Normandia, e ad altre due figure templari, Hugues de Payraud e Geoffroy de Gonneville. Il tribunale lo condannò all’ergastolo per il reato di “eresia e pratiche oscene”.

Tuttavia, pur non avendo mai ritrattato le sue confessioni in sei anni di prigionia (probabilmente sotto tortura), il Gran Maestro protestò contro la condanna, affermando di non essere colpevole di alcuno dei crimini di cui era accusato e di essere vittima di un complotto ordito da Filippo IV il Bello e dal papa Clemente V. Queste parole furono riprese da Geoffroy de Charnay, suo secondo. I due uomini sapevano che quella protesta avrebbe comportato una pena ben più severa: in quanto recidivi, non erano più protetti dal papa e dovevano essere condannati al rogo.

Furono effettivamente bruciati vivi lo stesso giorno, nel punto approssimativo in cui oggi si trova la statua di Enrico IV, vale a dire sul Pont-Neuf – che, naturalmente, all’epoca non esisteva ancora, poiché fu costruito quasi tre secoli dopo.
Ma la storia dei Templari non finisce qui…
Secondo Geoffroy de Paris, testimone oculare dell’evento e cronista dell’epoca, le ultime parole di Jacques de Molay sul rogo furono:

« Vedo qui il mio giudizio, dove mi è dato morire liberamente. Dio sa chi ha torto, chi ha peccato. Dio sa chi ha torto, chi ha peccato. Guai a coloro che ci hanno condannato ingiustamente: Dio vendicherà la nostra morte. »

Ma secondo la leggenda più famosa(1), mentre agonizzava tra le fiamme, Jacques de Molay maledisse i suoi carnefici, il re Filippo il Bello e il papa Clemente, nonché Guglielmo di Nogaret, che aveva fatto arrestare i Templari e li aveva condotti in giudizio:

« Papa Clemente!… Cavaliere Guglielmo!… Re Filippo!… Prima di un anno, vi citerò dinanzi al tribunale di Dio per ricevere il vostro giusto giudizio! Maledetti! Maledetti! Maledetti! Maledetti fino alla tredicesima generazione della vostra stirpe! »

(1) Questa leggenda ha ispirato una serie di sette romanzi storici scritti dallo scrittore Maurice Druon tra il 1955 e il 1977 con il titolo *I Re maledetti*. La saga in sette volumi, così come le sue trasposizioni televisive, conobbe un immenso successo. Hanno contribuito a rendere popolare Jacques de Molay e la sua maledizione.
La maledizione di Jacques de Molay e ciò che ci racconta la Storia
Il seguito appartiene alla realtà storica.

Papa Clemente, già malato, morì poche settimane dopo, il 20 aprile 1314;
il re Filippo il Bello spirò il 23 novembre 1314;
e Guglielmo di Nogaret era già morto da un anno.
Una serie di sventure si abbatté quindi sulla famiglia reale capetingia, tra cui il più noto fu l’adulterio di due delle nuore del re (l’affare della Torre di Nesle alla Conciergerie).
La prematura morte dei tre figli di Filippo il Bello lasciò il trono senza erede maschio. Questo portò, nel 1328, a un conflitto dinastico per la successione al trono di Francia alla morte di Carlo IV, suo ultimo figlio. L’evento scatenò la guerra dei Cent’anni.
Da parte dei discendenti del re (il ramo capetingio), si registrano infatti numerosi decessi improvvisi tra le generazioni successive (ma allora la gente moriva facilmente e in giovane età).
Per quanto riguarda la tredicesima generazione della maledizione, alcuni storici ritengono che Luigi XVI, ghigliottinato, ne sia stato il tredicesimo discendente dopo Filippo il Bello. In realtà, se si conta bene, la tredicesima generazione sarebbe piuttosto quella dei figli di Luigi XIV.

Il Memoriale del Templare Jacques de Molay
La fine dei Templari e dell’Ordine era già iniziata prima del 18 marzo 1314. La letteratura ha spesso ricordato il rogo spettacolare del 11 maggio 1310, durante il quale furono arsi vivi 54 Templari. Tuttavia, è la morte di Jacques de Molay sul rogo vicino al Square-du-Vert-Galant quella che rimane impressa nella memoria di questo periodo barbaro contro i Templari.

Una targa commemorativa, detta Memoriale del Templare Jacques de Molay, è visibile al Square-du-Vert-Galant. Essa ricorda che in questo luogo, il 18 marzo 1314, fu arso vivo il « ultimo Gran Maestro dell’Ordine del Tempio », Jacques de Molay.