Athénée Louis-Jouvet
Il teatro dell’Athénée Louis-Jouvet fu in origine un teatro inaugurato nel 1864, ma in un altro luogo di Parigi, sul boulevard Saint-Germain. Due anni dopo, divenne il teatro Cluny. Nei quindici anni successivi, una dozzina di teatri portarono il nome di Athénée, per pochi mesi o alcuni anni. Tra questi, quello di rue Scribe, costruito nel 1866 dall’architetto Charles Cambon, con una sala da 775 posti.
Da l’Éden all’Athénée contemporaneo
L’Éden-Théâtre, inaugurato il 7 gennaio 1883, fu un luogo mitico, un edificio colossale costruito in rue Boudreau nello stile di un tempio indù, una sorta di bazar delle Mille e una Notte insieme fiabesco ed esotico, « un prodigio di originalità, magnificenza e comfort », secondo le parole di un cronista dell’epoca. L’Éden, tuttavia, ebbe vita breve. Chiuso più volte, trasformato e poi ribattezzato per un periodo Grand-Théâtre, finì per scomparire.
Fu su queste fondamenta alquanto dubbie che Victor Koning incaricò l’architetto Stanislas Loison di costruire un delizioso piccolo teatro, che inaugurò il 31 dicembre 1893 con il nome di Comédie-Parisienne.
Conobbe un grande successo presso il pubblico, la cui principale attrattiva era il suo fascino. Il nuovo teatro stentò a imporsi, soprattutto dopo la morte del suo fondatore e direttore Victor Koning, il 1° ottobre 1894, già nel primo anno di attività. Jules Lerville, ex direttore della Renaissance, si dedicò alla Comédie-Parisienne e volle trasformarla nuovamente per associarla all’antica gloria dell’Athénée-comique di rue Scribe. Per farlo, fece smontare la facciata e la fece reinstallare per abbellire l’ingresso del square de l’Opéra, di fronte alla Comédie-Parisienne. Fu come una sorta di primo vestibolo per accogliere il pubblico, con l’idea, probabilmente, di rafforzare l’intimità dello spazio teatrale grazie a questo accesso nuovo, lontano dal trambusto delle vie circostanti.
Quasi un secolo dopo questi lavori, alcune tracce sopravvivono ancora sopra la cupola della sala: un soffitto ornato di motivi indiani rossi, neri e bruni, ultimi residui incongrui e commoventi dell’antico Eden-Théâtre.
L’inaugurazione definitiva del teatro Athénée Louis-Jouvet
L’inaugurazione definitiva del luogo con il nome di Athénée ebbe luogo nel 1896, anno che figura sul frontone del teatro.
È proprio nel 1896 che l’edificio subì la sua ultima grande trasformazione sotto la direzione di Paul Fouquiau, quando la facciata fu spostata dalla rue Boudreau al square de l’Opéra, come già accennato.
Il teatro dell’Athénée Louis-Jouvet, un teatro italiano classificato
Uno dei più bei teatri di stile italiano di Parigi, il teatro dell’Athénée è stato classificato monumento storico il 22 dicembre 1995 e ristrutturato nel 1996.
Il teatro dell’Athénée Louis-Jouvet: un patrimonio artistico
Le ricchezze architettoniche dell’Athénée si accompagnano a un patrimonio artistico inestimabile: la figura di Louis Jouvet. Egli diresse il teatro dal 1934 fino alla sua morte nel 1951, lasciando un’impronta profonda su questo luogo che oggi porta il suo nome in suo onore.
Questo grande attore popolare, molto attivo anche al cinema, fu soprattutto un uomo di teatro. Prima di diventare il regista e l’attore che conosciamo, aveva esercitato tutti i mestieri di quest’arte: macchinista, costumista, scenografo, pittore e tecnico delle luci.
Creò in particolare L’École des femmes, con l’aiuto dell’artista plastico Christian Bérard, che inventò le scenografie con « pareti apribili » che rappresentavano sia i muri della casa di Agnès sia il giardino e la piazza pubblica dove si svolge gran parte dell’azione.
Pierre Bergé lascia il teatro allo Stato nel 1962
Nel 1977, Pierre Bergé acquista il teatro dell’Athénée Louis-Jouvet, che dirige in perdita fino al 1982. Sotto la direzione innovativa ed eclettica di Pierre Bergé, nel sottotetto dell’Athénée viene aperto un piccolo teatro chiamato Christian-Bérard, in omaggio al celebre scenografo, dedicato principalmente al teatro sperimentale.
Il Théâtre de l’Athénée viene venduto allo Stato nel 1982 per un franco simbolico (con perdite accumulate?). L’Athénée diventa un teatro pubblico. Da notare che Pierre Bergé è politicamente molto di sinistra (amico di François Mitterrand), mentre Jack Lang è ministro della Cultura in quel periodo.
Nota:
Pierre Bergé, vicino a François Mitterrand e di convinzioni di sinistra, originario di un ambiente modesto, vede la sua fortuna stimata a 120 milioni di euro nel 2011, poi a 180 milioni cinque anni dopo secondo la rivista Challenges.
I suoi rapporti gli hanno permesso di vendere la Maison Saint-Laurent a Elf-Sanofi (un’impresa petrolifera nazionalizzata dalla sinistra) nel 1993 con un profitto molto elevato (considerato eccessivo da alcuni), ma anche di essere condannato per insider trading nel 1994 dalla Commissione delle Operazioni di Borsa (COB). Ha inoltre avuto contrasti con i dirigenti del giornale Le Monde, di cui diventa azionista di maggioranza nel 2010.
Il Théâtre de l’Athénée Louis-Jouvet oggi
Dal 1982 al 1993 Josyane Horville dirige il teatro e vi invita giovani registi, dando vita a una fioritura di creazioni teatrali.
Patrice Martinet le succede alla guida dell’Athénée il 1° luglio 1993. Egli impone una nuova politica artistica, basata su due assi portanti: la qualità letteraria e drammatica dei testi rappresentati, nonché la centralità dell’interpretazione.
L’Athénée festeggia il suo centenario nel 1996. Patrice Martinet ne approfitta per lanciare una grande campagna di restauro. L’obiettivo? Ridare tutto il suo splendore all’architettura e alla decorazione del luogo, così come agli impianti scenici. L’intero edificio viene completamente riqualificato: il palcoscenico viene ristrutturato, il sistema sonoro ricostruito, la buca orchestrale riscoperta e ampliata, la sala ridisegnata, i servizi igienici e i camerini ristrutturati, l’impianto elettrico e l’illuminazione completamente modernizzati, le poltrone del parterre restaurate e il resto dell’arredo ricostituito fedelmente.
Nelle ultime stagioni, il teatro ha ospitato, tra gli altri, Philippe Caubère, Fabrice Luchini, Philippe Calvario, Valère Novarina, Jean-Marie Villégier, Marcel Bozonnet, Joël Jouanneau, Daniel Mesguich, Claude Stratz, Jacques Lassalle, François Rancillac, Hans Peter Cloos, Niels Arestrup, Zabou Breitman, Dominique Valadié, Michel Fau, Hugues Quester, Pierre Vaneck, Catherine Rich, Édith Scob, François Marthouret, Nathalie Richard, Gilles Arbona, Michel Didym, Jean-Luc Lagarce, la compagnia acte6…
Nel 2021, Olivier Poubelle, Olivier Mantei e Bernard Le Masson diventano proprietari del teatro, affidandone la direzione a Olivier Poubelle. Pur mantenendo lo spirito del luogo come laboratorio, il teatro punta ora su incontri artistici di rilievo e sulla creazione, con l’obiettivo di aprirsi a un pubblico più ampio.