Piazza Diana a Parigi, un luogo di due commemorazioni
Piazza Diana è un nuovo spazio situato nel quartiere di Chaillot, nel 16° arrondissement di Parigi, a 500 m a nord-est della Torre Eiffel, lungo il lungofiume della Senna.
La place Diana a Parigi, un luogo, una fiamma eterna per due commemorazioni: quella della Libertà, simboleggiata dalla replica della fiamma in cima alla Statua della Libertà a New York, e quella del luogo dell’incidente che è costato la vita alla principessa.
La place Maria Callas mai inaugurata
Infatti, il 24 luglio 1997, il Consiglio di Parigi aveva adottato un decreto municipale per creare una piazza su una parte della place de l’Alma. Avrebbe dovuto chiamarsi « place Maria-Callas » e la sua inaugurazione era prevista per l’11 settembre 1997 per celebrare il ventesimo anniversario della morte della cantante Maria Callas. Su questa stessa piazza si ergeva già la Fiamma della Libertà, replica della torcia della Statua della Libertà di New York. Eretta nel 1989 per celebrare l’amicizia franco-americana, era da allora un po’ dimenticata.
L’incidente mortale della principessa Diana nel tunnel dell’Alma
Diana Spencer è morta il 31 agosto 1997 in un incidente stradale nel tunnel del ponte dell’Alma, che passa sotto la place de l’Alma e si trova nei pressi del monumento. Il pubblico ha allora deviato la Fiamma dalla sua funzione iniziale, trasformandola spontaneamente in un altare in memoria di Diana.
Origine del nome della place Diana
La piazza porta il nome della principessa Diana Spencer (1961-1997).
L’entusiasmo popolare suscitato dal luogo dell’incidente di Lady Diana e intorno alla Fiamma ha indotto il Consiglio di Parigi, allora guidato dal sindaco Jean Tiberi, a rinunciare all’inaugurazione della place Maria-Callas. Quest’ultima avrebbe dovuto prendere il nome della principessa Diana, ma il progetto fu abbandonato a causa dell’opposizione della corte inglese. Per alcuni anni la piazza rimase senza nome.
In seguito, il progetto di intitolare la piazza « place Diana » in omaggio alla principessa riprese slancio. Fu approvato dal Consiglio di Parigi all’inizio di giugno 2019, dopo l’ampliamento dell’area, 22 anni dopo la morte della principessa.
Per non interferire con l’omaggio popolare che celebrava la memoria della principessa di Galles a livello internazionale, poiché la piazza era diventata un passaggio obbligato per i suoi ammiratori, il nome della cantante Maria Callas è stato attribuito in seguito all’allée Maria-Callas, più a ovest, nel 16° arrondissement.
La Fiamma della Libertà in place Diana
La Fiamma della Libertà ha conosciuto un rinnovato interesse in seguito all’incidente di Diana Spencer. Poiché l’incidente è avvenuto di notte, già al momento dell’annuncio della sua morte, il monumento è stato ricoperto di fiori da parte di anonimi. Da allora, i visitatori e i turisti si recano lì per rendere omaggio, deporre corone, affiggere messaggi, fotografie di Diana o pagine di riviste che raccontano l’incidente, scrivere graffiti sulla ringhiera vicina o scattare foto ricordo, trasformando così la fiamma dalla sua funzione originaria in un altare spontaneo in memoria di Diana.
La canzone « Candle in the Wind » di Elton John
Il monumento a forma di fiamma, alto 3,5 m, si trova in questo luogo dal 1987. Era stato donato in segno di ringraziamento ai francesi per il restauro della Statua della Libertà a New York nel 1983. La replica a grandezza naturale della fiamma newyorkese era stata finanziata da una sottoscrizione organizzata dall’International Herald Tribune, che allora celebrava il suo centenario.
La canzone Candle in the Wind di Elton John è stata immediatamente associata al monumento della Flame of Liberty, situato nel luogo dell’incidente di Lady Diana. Da allora, alcuni visitatori credono che questa fiamma sia un monumento eretto in memoria della principessa. Il monumento è ora presentato dal sito dell’ufficio del turismo di Parigi come la « Stele commemorativa della Principessa Diana ».
La realtà e l’immaginario intorno alla morte della principessa Diana
Il monumento ufficialmente commemorativo della morte della principessa è, in realtà, il Clos des Blancs-Manteaux: si tratta di un giardino pubblico del Marais, situato in rue des Blancs-Manteaux 21, destinato a insegnare ai bambini il giardinaggio e le pratiche ecologiche.
Un’iniziativa isolata mira anche a erigere, in place de l’Alma, un monumento in bronzo dedicato a Diana, grazie a una sottoscrizione privata.
Alcuni teorici del complotto stabiliscono un legame tra la torcia di place Diana, che considerano un simbolo nascosto delle intenzioni degli Illuminati sul mondo, e la morte di Diana, che attribuiscono a un assassinio organizzato dagli stessi Illuminati.
A causa di questa deviazione dalla sua funzione iniziale, la fiamma è stata definita « palinsesto sociale » ed è stata presentata come un esempio della nozione di « contro-monumento », sviluppata da James Young.
Inoltre, la fiamma è annoverata tra le altre « tombe fittizie », cioè monumenti verso i quali il pubblico si reca per rendere omaggio come se si trattasse di sepolture, mentre il corpo del defunto riposa altrove (in questo caso, per Diana, su un’isola ad Althorp, tenuta di famiglia degli Spencer nella contea inglese del Northamptonshire).
La nuova Flame of Liberty nei giardini dell’ambasciata degli Stati Uniti a Parigi
Per preservare il simbolo originario della Flame of Liberty, è stata inaugurata il 14 giugno 2008 una nuova scultura intitolata Flame of Liberty, opera di Jean Cardot. «Fisicamente» ha ben pochi punti in comune con l’originale di place de l’Alma (vedi foto).
Resta comunque il simbolo dell’amicizia franco-americana, poiché è stata eretta nei giardini dell’ambasciata degli Stati Uniti in Francia e inaugurata alla presenza del presidente della Repubblica francese, Nicolas Sarkozy, e del presidente degli Stati Uniti, George W. Bush. Il progetto è frutto della collaborazione tra l’imprenditore francese Marc Ladreit de Lacharrière e l’ambasciatore statunitense Craig Roberts Stapleton. Porta due citazioni, una di Lafayette (« L’umanità ha vinto la sua battaglia, la libertà ha ormai una patria ») e l’altra di Benjamin Franklin (« Dove risiede la libertà, lì è la mia patria »). Realizzata secondo la tecnica della fusione a cera persa dalla Fondation de Coubertin, ne perpetua il savoir-faire artigianale.