Museo delle Arti Asiatiche Guimet, celebre in tutto il mondo e il suo Pantheon Buddhista
Il museo delle Arti asiatiche Guimet, o MNAAG, è stato magistralmente e contemporaneamente rinnovato. È il più grande museo europeo interamente dedicato a questa regione del mondo.
Il museo Guimet è situato in Place d’Iéna 6, 75116 Parigi, vicino alla statua del generale George Washington e all’edificio del Consiglio economico, sociale e ambientale (CESE). Il museo Guimet gestisce anche il Panthéon buddista – Hôtel Heidelbach (19 avenue d’Iéna, 75116 Parigi), situato a pochi metri di distanza, nonché il museo Ennery (59 avenue Foch, 75116 Parigi), anch’essi dedicati all’arte asiatica.
La creazione del museo delle Arti asiatiche Guimet a Lione
Il museo fu fondato per iniziativa di Émile Guimet (1836-1918), industriale e studioso lionese. Dopo viaggi in Egitto (il museo di Boulaq lo ispirò per la museografia dei suoi futuri istituti), in Grecia e un giro del mondo nel 1876, con tappe in Giappone, Cina e India, egli raccolse importanti collezioni d’arte asiatica. Riuscì così ad assemblare collezioni di rilievo di oggetti d’arte, esposte a Lione già nel 1879.
Il museo delle Arti asiatiche Guimet a Parigi
In seguito, Émile Guimet si specializzò negli oggetti d’arte asiatica e trasferì le sue collezioni nel museo che aveva fatto costruire a Parigi da Jules Chatron, inaugurato nel 1889. Nel 1927, il museo Guimet fu annesso alla Direzione dei musei di Francia e accolse altre collezioni e lasciti particolari.
Le collezioni del museo delle Arti asiatiche Guimet
Le collezioni sono distribuite nel museo per area geografica e secondo un’evoluzione stilistica volta alla conoscenza della storia delle arti asiatiche. Sono classificate secondo i seguenti criteri:
Armi
Arti grafiche
Bronzi
Ceramiche
Decorazioni d’interni
Disegni
Incisioni
Storia
Manoscritti
Mobilio
Oggetti della vita quotidiana
Oggetti di culto
Pitture
Religioni dell’Estremo Oriente
Scultura
Spettacoli dal vivo
Tessuti
Evoluzione delle collezioni del Museo delle Arti Asiatiche Guimet La collezione iniziale di Émile Guimet, arricchita nel corso degli anni da numerosi lasciti, fa sì che le collezioni del museo, relativamente esaustive per quanto riguarda la distribuzione geografica dell’Asia orientale, si limitino ad oggetti archeologici o di arte antica, escludendo l’arte contemporanea e gli oggetti etnologici.
Si nota tuttavia una certa diversificazione con la creazione di un dipartimento di tessili grazie al lascito di Krishna Riboud.
Uno spazio, seppur limitato, viene talvolta riservato all’arte contemporanea nell’ambito delle mostre temporanee.
Collezione dell’Asia Sud-Orientale
Questa collezione, una delle più ricche del museo, che apre il percorso espositivo, è dedicata in gran parte alla statuaria e alle decorazioni architettoniche dell’Impero khmer (IX-XIII secolo).
Collezione dell’India
Questi oggetti, alcuni dei quali di rara fattura provenienti dalla civiltà della valle dell’Indo, mentre altri più numerosi dall’India meridionale, testimoniano i rapporti commerciali dell’antica India con il mondo occidentale, e in particolare con i Romani.
Statuaria
Le sculture sono principalmente legate alle pratiche religiose del buddismo, del brahmanesimo e del giainismo.
Opere d’arte e gioielli
La galleria che ospita la collezione Riboud espone tessuti indiani e asiatici, generalmente inaccessibili in altri musei, oltre a una splendida collezione di oggetti d’arte, tra cui alcuni (produzioni artistiche moghul) sono gioielli eccezionali.
Miniature, miniature e manoscritti
Si tratta perlopiù di miniature e di alcune pitture mobili del periodo moghul, spesso ispirate alla tradizione letteraria indiana. Le miniature sono esposte, a rotazione con altre collezioni, nella rotonda della vecchia biblioteca, al primo piano.
Collezione dell’Asia centrale
Questa collezione proviene essenzialmente dalla missione di Paul Pelliot del 1906-1909.
Le regioni interessate godono di un clima molto secco lungo la Via della Seta, che consente la conservazione di sculture in legno e argilla cruda.
Collezione Afghanistan e Pakistan
Con gli acquisti realizzati da Alfred Foucher e quelli provenienti dagli scavi archeologici della DAFA (Delegazione archeologica francese in Afghanistan), questa collezione è dedicata alle arti greco-buddhiste dei regni situati negli attuali Afghanistan e Pakistan.
Collezione di arti himalayane
Con un fondo iniziale di statuette di bronzo provenienti da Émile Guimet, arricchito nel 1912 da bronzi e dipinti portati da Jacques Bacot e da altre donazioni in memoria di Gustave-Charles Toussaint, questa collezione è dedicata all’arte essenzialmente religiosa del Tibet e del Nepal: statuette, oggetti di culto, thangka, che hanno rivelato per la prima volta in Francia l’arte tibetana.
Collezione Riboud – Tessili
La collezione Riboud, una delle più belle collezioni di tessili e oggetti d’arte indiani dei secoli XVII, XVIII e inizi XIX, viene presentata a rotazione nelle vetrine della galleria, data la sua ricchezza pari a quella delle più grandi collezioni mondiali di tessili asiatici.
Collezione di Corea
La collezione coreana, che conta circa un migliaio di pezzi, copre quasi tutte le epoche.
Collezione del Giappone
Questa collezione ripercorre tutta la storia artistica del Giappone, dall’epoca dei cacciatori-raccoglitori.
On y découvre magnifiche pitture Sumi-e ad inchiostro nero, completi di armature di samurai, nonché un insieme di lame di spade.
Le imponenti statue dei guardiani temibili dell'epoca di Kamakura contrastano con la serenità di un monaco zen del XVI secolo, di un realismo inaspettato vicino a diversi Bodhisattva.
Gli accessori della vita quotidiana formano insiemi molto apprezzati dal pubblico: maschere del teatro Nō, piccole scatole Inrō e netsuke (queste minuscole sculture che rappresentano uomini e donne, bambini e anziani, fiori e animali, stilizzate con eleganza o caricate con umorismo). Queste collezioni ci fanno attraversare un periodo storico attraverso bei gruppi di libri illustrati, come *Il Racconto di Genji*, così come paraventi dipinti ricchi di dettagli che evocano la vita antica del Giappone, nei suoi aspetti più intimi come in quelli più quotidiani.
Una galleria di ceramiche permette ai visitatori di ammirare le ceramiche giapponesi in tutti i loro aspetti, dal più sobrio al più sontuoso. Vi si trovano in particolare le celebri raku così come la porcellana Imari.
Tutti gli accessori della cerimonia del tè sono presentati in diversi stili.
Collezione fotografica
Gli archivi fotografici del museo contengono riproduzioni delle opere del museo secondo la loro presentazione cronologica, ma soprattutto custodiscono una importante collezione di fotografie di viaggiatori, alcune delle quali realizzate da grandi fotografi professionisti e alcune risalenti agli albori della fotografia.
La biblioteca e la copertura sono state classificate monumenti storici con decreto del 11 luglio 1979.
Il Panthéon buddhico, una sezione del Musée national des Arts asiatiques – Guimet
L’approccio al Panthéon buddhico è più direttamente legato al progetto iniziale di Émile Guimet, poiché il suo obiettivo è, attraverso la scelta di oggetti particolarmente significativi dal punto di vista iconografico, la conoscenza delle religioni, in questo caso quelle delle forme estremo-orientali del buddhismo (Cina-Giappone).
Questo giardino giapponese, oasi di pace nel cuore di Parigi, ospita un padiglione del tè ideale per la meditazione. All’interno di questa dimora storica sono esposte le magnifiche gallerie del Panthéon buddhista. Uniche sia in Occidente che in Estremo Oriente, le sue collezioni svelano l’universo della devozione buddhista.
Con una superficie di appena 450 m², è stato allestito durante la ristrutturazione dell’edificio nel 1991. Tra i suoi bambù giganti, le lastre di pietra, i piccoli ponti in legno e lo specchio d’acqua, è uno dei luoghi più “zen” della capitale!
Qui potrete ammirare anche un padiglione costruito da artigiani giapponesi, situato in posizione sopraelevata nel giardino. Qui si tengono le cerimonie del tè del museo Guimet, momenti privilegiati per gustare i piaceri dell’arte di vivere giapponese (per maggiori informazioni sulle cerimonie, clicca qui).
È inoltre l’occasione per ammirare l’architettura neoclassica dell’Hôtel Particulier, ex dimora di Alfred Heidelbach, banchiere e presidente della Camera di commercio degli Stati Uniti a Parigi (1852-1922).
Il giardino è aperto dalle 10 alle 17. Chiuso durante le cerimonie del tè.