Simone de Beauvoir: icona femminista, filosofa e eredità controversa
Una leggenda parigina che ha ridefinito la femminilità
Simone de Beauvoir non era solo una filosofa – era una rivoluzione. Nata a Parigi nel 1908, divenne una delle pensatrici più influenti del XX secolo, scardinando le norme sociali, ridefinendo il femminismo e lasciando un segno indelebile nella Ville Lumière. Il suo capolavoro, Il secondo sesso (1949), rimane un pilastro della teoria femminista, e la sua vita parigina – scandita da dibattiti intellettuali, relazioni scandalose e un’indipendenza feroce – continua a incantare i visitatori ancora oggi.
Se esplorate Parigi con una passione per la storia, la filosofia o i diritti delle donne, seguire le tracce di Simone de Beauvoir è d’obbligo. Dalla sua casa d’infanzia nel VI arrondissement ai suoi caffè preferiti di Saint-Germain-des-Prés, il suo segno permane nelle strade della città. Ma chi era davvero? Una femminista radicale? Un’icona imperfetta? Una donna in anticipo sui tempi? Addentriamoci nella sua vita, nel suo controverso lascito e nel modo in cui Parigi ha plasmato – e ne è stata plasmata – le sue idee rivoluzionarie.
Giovinezza: un’anima ribelle nella Parigi conservatrice
Simone de Beauvoir, nata in una famiglia borghese nel VI arrondissement
Simone de Beauvoir nasce il 9 gennaio 1908 in una famiglia borghese, al 103 boulevard du Montparnasse, a due passi dal Jardin du Luxembourg. Suo padre, Georges de Beauvoir, è un avvocato con pretese aristocratiche, mentre sua madre, Françoise Brasier, è una cattolica devota proveniente da una famiglia agiata. Fin dalla più tenera età, Simone rifiuta il destino tradizionale riservato alle donne nella Parigi degli anni Venti.
Nei suoi memoriali, Memorie di una ragazza perbene (1958), racconta di essersi resa conto a soli 14 anni di essere atea – una presa di posizione audace in una famiglia profondamente religiosa. La sua ribellione non si ferma qui. Mentre la sua famiglia si aspetta che faccia un matrimonio di successo, lei ha un solo obiettivo: la libertà intellettuale.
Simone de Beauvoir alla Sorbona: dove incontra Sartre
Nel 1926, Simone de Beauvoir si iscrive alla Sorbona, una delle poche donne in un percorso di filosofia prevalentemente maschile. È qui che incontra Jean-Paul Sartre, l’uomo che diventerà il suo compagno di vita – anche se la loro relazione sfida tutte le convenzioni.

Superarono l’agrégation (un concorso d’insegnamento molto selettivo) nel 1929. Sartre arrivò primo; Beauvoir, che aveva solo 21 anni, fu la persona più giovane a superare l’esame, classificandosi seconda. Il loro legame intellettuale fu immediato e stipularono un patto: nessun segreto, nessuna bugia e nessun matrimonio tradizionale. Al suo posto, scelsero una relazione libera, un’idea scandalosa per l’epoca.
Questo periodo della sua vita è immortalato nel Quartiere Latino a Parigi, dove lei e Sartre passavano ore a discutere di filosofia nei caffè fumosi come Le Flore e Les Deux Magots—luoghi che si possono ancora visitare oggi.
Il Secondo Sesso: il libro che ha scosso il mondo

Scrivere un manifesto femminista nella Parigi del dopoguerra
Pubblicato nel 1949, Il Secondo Sesso è spesso definito la bibbia del femminismo. Simone de Beauvoir vi afferma la celebre frase: « Non si nasce donna, lo si diventa. »
Questa semplice frase ha smantellato secoli di determinismo biologico, affermando che la femminilità era una costruzione sociale, e non un’identità fissa. Il libro, radicale per l’epoca, analizza come la società imponga alle donne ruoli subalterni—che siano figlie, mogli o madri.
Ha scritto gran parte dell’opera nei caffè parigini, in particolare al Café de Flore, dove lei e Sartre ricevevano altri pensatori esistenzialisti come Albert Camus e Maurice Merleau-Ponty. Il libro fu inizialmente accolto con indignazione—addirittura vietato dal Vaticano—ma divenne un testo fondante del femminismo della seconda ondata.
Perché Il secondo sesso resta ancora attuale oggi?
Oltre 70 anni dopo, le idee di Simone de Beauvoir restano di una sconcertante attualità. I movimenti femministi moderni, da #MeToo ai dibattiti sulla fluidità di genere, risuonano con i suoi argomenti sulla libertà, l’autonomia e la performance della femminilità.
A Parigi, la sua influenza è onnipresente:
- Le librerie femministe come La Librairie Feministe de Paris propongono le sue opere.
- I corsi universitari alla Sorbona e a Sciences Po analizzano ancora le sue teorie.
- Le opere di street art nei quartieri del Marais e di Belleville riprendono spesso le sue citazioni.
Se visitate Parigi, potete anche partecipare a visite guidate femministe che esplorano la sua vita e il ruolo della città nel suo attivismo.
Simone de Beauvoir & Sartre: una storia d'amore che sfidava le convenzioni
Una relazione libera che ha scioccato Parigi
La relazione tra Beauvoir e Sartre era tutto tranne che tradizionale. Non si sono mai sposati, non hanno mai vissuto insieme in modo stabile e hanno entrambi avuto più amanti – a volte addirittura condividendoli. Il loro accordo si basava su un'onestà radicale e su una parità intellettuale, un concetto che affascinava – e sconvolgeva – la società parigina.
La loro dinamica più celebre (e controversa) riguardava Bianca Lamblin, una studentessa di Sartre, con cui Beauvoir intrattenne anche una relazione. In seguito, Beauvoir ebbe legami con donne come Nathalie Sorokine e Evelyn Mumm, mentre Sartre si legava a donne più giovani, tra cui Michelle Vian, moglie del musicista jazz Boris Vian.
Dove ritrovare la loro storia d’amore a Parigi

Per seguire le loro orme:
- Hôtel La Louisiane (60 Rue de Seine) – Dove Beauvoir visse negli anni Trenta e scrive parte del Il Secondo Sesso.
- Café de Flore (172 Boulevard Saint-Germain) – Il loro rifugio preferito, dove trascorrevano ore a scrivere e discutere.
- Les Deux Magots (6 Place Saint-Germain des Prés) – Un altro luogo chiave dell’esistenzialismo.
- Cimitero Montparnasse – Dove riposa Beauvoir accanto a Sartre (le loro tombe sono tra le più visitate di Parigi).
Il loro rapporto non era perfetto – il comportamento di Sartre verso le donne è stato spesso criticato, e le azioni di Beauvoir (come la sua breve relazione con una studentessa di 17 anni) sono state sottoposte a un attento esame. Eppure, il loro legame è rimasto saldo fino alla morte di Sartre nel 1980.
L’eredità controversa di Simone de Beauvoir: Santa o peccatrice?
Il lato oscuro di un’icona femminista
Se Beauvoir è celebrata come una pioniera del femminismo, la sua eredità non è esente da polemiche. Tra gli aspetti più dibattuti troviamo:
1. La sua relazione con Bianca Lamblin – Beauvoir è stata accusata di aver manipolato la sua giovane allieva di 17 anni, Bianca, per farne la sua amante mentre insegnava in un liceo di Rouen. Lamblin ha poi pubblicato un memoir, Mémoires d’une jeune fille dérangée (1993), in cui descrive la manipolazione emotiva subita.
2. Il suo silenzio sul colonialismo – A differenza di Sartre, che criticava apertamente il colonialismo francese, Beauvoir è rimasta in gran parte in silenzio su temi come la guerra d’Algeria. Alcuni studiosi vi vedono un punto cieco nel suo impegno.
3. I suoi ultimi anni e lo scandalo dell’adozione – In età matura, Beauvoir ha adottato Sylvie Le Bon, una ragazza di 17 anni (e ex allieva di Sartre). Questa adozione, poco convenzionale, ha sollevato interrogativi, anche se Sylvie ha in seguito difeso le intenzioni di Beauvoir.
Come Parigi percepisce Simone de Beauvoir oggi
Nonostante le polemiche, Beauvoir rimane una figura amatissima a Parigi. Nel 2018, la città l’ha onorata con:
- Intitolando un ponte in suo nome (Passerelle Simone-de-Beauvoir, che collega il 12° e il 13° arrondissement).
- Ereggendo una statua in suo onore nel Giardino del Lussemburgo (vicino alla sua casa d’infanzia).
- Dando il suo nome a scuole e biblioteche in tutta la Francia.
Nel 2024, la sua influenza non è mai stata così forte. Il Centre Pompidou organizza regolarmente mostre sulla sua opera, e collettivi femministi come Osez le Féminisme ! la citano come una fonte di ispirazione fondamentale.
Sulle orme di Simone de Beauvoir a Parigi: un itinerario autonomo
Per scoprire Parigi attraverso il prisma di Simone de Beauvoir, ecco un itinerario di una giornata che ripercorre la sua vita:
Mattina: gli anni della giovinezza (6° e 5° arrondissement)
- Partenza al 103 Boulevard du Montparnasse – Luogo della sua nascita (oggi una residenza privata, ma l’edificio è visibile).
- Giardino del Lussemburgo – Dove giocava da bambina e dove si recava più tardi con Sartre.
- Sorbona (Università) (47 Rue des Écoles) – Dove ha studiato filosofia.
- Shakespeare and Company (37 Rue de la Bûcherie) – La libreria storica che frequentava.
Pomeriggio: gli anni esistenzialisti (Saint-Germain-des-Prés)

- Café de Flore – Ordinate un *cafè crème* al suo tavolo abituale, vicino alla finestra.
- Les Deux Magots – Un altro luogo simbolo dell’esistenzialismo.
- Hôtel La Louisiane – Dove visse e scrisse.
- Librairie Gallimard (11 Rue de l’Université) – La casa editrice de Il secondo sesso.
Serata: il suo riposo eterno (Montparnasse)
- Cimitero di Montparnasse (3 Boulevard Edgar Quinet) – Ritrovo sulla sua tomba (Divisione 20), spesso ricoperta di fiori e messaggi femministi.
- Cena al Dôme (108 Boulevard du Montparnasse) – Una brasserie dove lei e Sartre cenavano con artisti come Picasso.
Bonus: Parigi femminista oggi
- La Libreria Femminista di Parigi (4 Rue du Pont Louis-Philippe) – Una libreria dedicata alla letteratura femminista.
- Musée d’Orsay – Presenta opere di artiste donne che lei ammirava, come Berthe Morisot.
- Place des Femmes (vicino all’Hôtel de Ville) – Una piazza che celebra i diritti delle donne.
Parigi di Simone de Beauvoir nel 2025: perché conta ancora
La sua influenza sul femminismo moderno
Le sue idee risuonano ancora oggi in movimenti come:
- #MeToo – La sua analisi dello sguardo maschile e dei rapporti di potere anticipa i dibattiti moderni sul consenso.
- Teorie non binarie e queer – Il suo rifiuto dei ruoli di genere rigidi si allinea con l’attivismo LGBTQ+ contemporaneo.
- Uguaglianza professionale – Le sue critiche alla doppia giornata (il lavoro domestico aggiuntivo a quello retribuito) sono ancora citate nei dibattiti sulla disparità salariale.
Dove vedere il suo lascito a Parigi oggi
1. Mostre e conferenze
- Il Centre Pompidou organizza spesso eventi sulla filosofia femminista.
- La Maison de la Poésie (157 Rue Saint-Martin) propone letture delle sue opere.
2. Eventi femministi
- L’8 marzo (Giornata internazionale dei diritti delle donne) – Le manifestazioni e le marce spesso fanno riferimento a Beauvoir.
- Festival Feminista (organizzato ogni anno a Parigi) celebra i suoi contributi.
3. Librerie e caffè
- Librairie Violette & Co (102 Rue de Charonne) – Una libreria femminista con una sezione dedicata a Beauvoir.
- Café Simone (un caffè effimero in suo onore) compare occasionalmente durante eventi per i diritti delle donne.
Riflessioni finali: Un'icona imperfetta che ha cambiato il mondo

Simone de Beauvoir non era una santa – ha commesso errori, portato contraddizioni e a volte non è riuscita a vivere secondo i propri ideali. Ma è proprio questo che la rende umana. Era una donna che ha osato pensare, sfidare e vivere liberamente in un mondo che voleva rinchiuderla.
La sua Parigi è ancora viva oggi – nei caffè dove scriveva, nelle strade che percorreva e nei movimenti femministi che ha ispirato. Che siate appassionati di filosofia, femministe o semplici viaggiatori curiosi, esplorare la sua città significa connettersi a una leggenda che ha rifiutato di essere il secondo sesso.
Come scrisse un giorno: « Non lasciate che nessuno vi definisca. Definitevi voi stesse. »
E a Parigi, la città che l’ha plasmata, potete proprio farlo.
Per approfondire & Risorse
- Libri:
- Il secondo sesso (1949) – La sua opera maggiore.
- Memorie di una ragazza perbene (1958) – La sua infanzia a Parigi.
- La cerimonia degli addii (1981) – Un racconto struggente sugli ultimi anni di Sartre.
- Documentari:
- Simone de Beauvoir: Una donna d’azione (2008)
- L’esistenzialismo a Parigi (BBC, 2016)
- Visite guidate a Parigi:
- Visite femministe (proposte da Paris Charms & Secrets)
- Visite letterarie di Parigi (centrate su Beauvoir, Sartre ed Hemingway)