Villa-des-Platanes e Cité-du-Midi, due oasi di pace nell'atmosfera di Pigalle
Villa-des-Platanes e Cité-du-Midi: due spazi da non perdere percorrendo il tragitto tra place Blanche e place Pigalle, due vicoli verdi e originali del quartiere che si affacciano sul boulevard de Clichy:
al 58, la Villa-des-Platanes, un complesso immobiliare e spazio verde di lusso del XIX secolo
e, 50 metri più in là, al 48, la Cité-du-Midi, un angolo di verde dal fascino campestre
Questi due spazi, totalmente diversi e opposti, si incontrano nella loro originalità nel cuore di questo quartiere turistico, altrimenti famoso per Pigalle.
La Villa-des-Platanes
La Villa des Platanes è davvero nascosta, dietro una cancellata in ferro battuto, al 58 boulevard de Clichy. Si tratta di un complesso immobiliare risalente alla fine del XIX secolo. Bisogna essere residenti o invitati per avere la fortuna di accedere al primo cortile tranquillo e rococò. E questo è solo l’inizio, perché si tratta di un insieme importante e notevole che comprende diversi edifici residenziali e uno spazio verde gradevole che porta fino alla rue Robert Planquette, la quale sbocca poi nella rue Lepic. Quest’opera è dovuta all’architetto Deloeuvre, nel 1896.
Una singolarità nel cuore del Montmartre delle feste
Nel cuore del « Montmartre delle feste sfrenate » (seconda metà del XIX secolo) si nasconde infatti una curiosità del quartiere. La sorpresa è totale quando si scopre la tranquillità della Villa des Platanes e il suo fascino pittoresco. In mezzo ai sex shop, ai locali di strip-tease e ad altri luoghi di piaceri sulfurei del quartiere di Pigalle, non ci si aspetta davvero di trovare questo angolo segreto e quasi dimenticato.
Cosa si può vedere della Villa-des-Platanes dal boulevard de Clichy
La doppia cancellata è magnifica. Il contrasto dei mattoni rossi, delle modanature bianche e delle balaustre nere cesellate, così come i bow-window semicircolari, rendono questa facciata unica.
Cosa non si può vedere dal boulevard de Clichy
Chi è abbastanza curioso da gettare un’occhiata attraverso le due cancellate in ferro battuto scorgerà un luogo eccezionale. In fondo al primo cortile interno si erge un edificio ispirato al Rinascimento, dotato di una doppia scala a ferro di cavallo sormontata da due statue che reggono delle fiaccole. Ma si tratta solo della vetrina di un grande complesso residenziale dal fascino gradevole e unico, bordato da uno splendido spazio verde.
Così, tra il boulevard de Clichy e la rue Robert Planquette (sul retro), si estende una successione di edifici costruiti alla fine del XIX secolo, dove vivono ancora oggi quasi 400 fortunati abitanti! Si comprende facilmente come questi residenti siano determinati a preservare il loro paradiso, dove devono essere rispettate regole piuttosto rigide. La Villa des Platanes è una residenza privata. Tuttavia, alcuni atelier di artisti aprono le porte una o due volte all’anno....
Origine della Villa des Platanes
Il terreno su cui sono stati costruiti tutti questi edifici si estende fino alla rue Robert Planquette, un tempo chiamata rue des Tilleuls. Si trattava dell’« enclos Lucas ». Dal 1830 ospitava la Villa des Tilleuls, tipica di quelle famose case di campagna o « folies » che la borghesia agiata dell’epoca si era fatta costruire.
La Villa des Platanes fu commissionata nel 1896, sotto la direzione dell’architetto locale rinomato Léon Deloeuvre. Un mix di gotico, Art Nouveau e Rinascimento, l’edificio è tipico dell’epoca, esuberante e sontuoso. Si scopre così che il cortile a cielo aperto, appena dopo gli archi in pietra, ospita anche atelier di artisti e una folie del XIX secolo.
Durante l’era romantica (metà del XIX secolo), la villa dei Platani portava allora il nome di « Californie ». Si racconta che Marie Duplessis, amante dello scrittore Alexandre Dumas figlio tra settembre 1844 e agosto 1845, vi avrebbe vissuto. Fu lei a ispirare il personaggio della Signora delle camelie a questo autore francese emblematico, da cui sono nate alcune delle più grandi opere della letteratura d’oltralpe. Nel romanzo, la Signora delle camelie muore giovanissima di tubercolosi. Nella realtà, Marie Duplessis soccombette alla tisi (tubercolosi) all’età di 23 anni, in una povertà assoluta. Era il 3 febbraio 1847 a Parigi. Il marito, il conte di Perregaux, che aveva sposato nel 1846, la fece riesumare il 16 febbraio successivo per offrirle funerali degni e la fece traslare al cimitero di Montmartre. Qui riposa ancora in una piccola tomba, sempre adornata di fiori, con queste semplici parole: « Qui riposa Alphonsine Plessis ».
Alexandre Dumas figlio trasse poi dal suo romanzo un’opera teatrale rappresentata nel 1852. L’anno successivo, il compositore Verdi si ispirò a essa per il suo celebre melodramma *La Traviata*, nel quale Marie fu rappresentata con il nome di « Violetta Valéry ».
Episodio della Comune di Parigi (1870)
Questo rifugio di pace è anche il teatro di diversi tesori legati alla Comune di Parigi. Montmartre, infatti, fu una delle ultime roccaforti di resistenza dell’epoca e il quartiere fu teatro di numerosi scontri sanguinosi durante la « settimana di sangue ». La villa dei Tigli divenne un simbolico epicentro del conflitto. Quando la villa dei Platani fu costruita nel 1896, un artista anonimo volle omaggiare i combattenti decorando gli edifici con diversi bassorilievi che evocano gli eventi di quel periodo.
La Cité-du-Midi
La Cité-du-Midi è una strada del 18° arrondissement di Parigi, nel quartiere delle Grandes Carrières a Montmartre, che sbocca al 48 di boulevard de Clichy. È una stradina lastricata di appena 100 metri, ma originale in un quartiere particolare come Pigalle.
Origine e fascino della stradina Cité-du-Midi
Sembra che la via debba il suo nome ad alcuni dei suoi primi abitanti, originari del Midi (Sud mediterraneo) della Francia. Questa stradina verdeggiante è senza dubbio un’antica cité ouvrière. Probabilmente risale alla metà del XIX secolo. Le sue graziose case, i suoi incantevoli villini, le sue belle ville del XIX secolo suddivise in piccoli alloggi, un’architettura eterogenea suscitano altrettante domande quante sono le costruzioni. I muri bianchi, come imbiancati a calce, sono impreziositi da persiane colorate e le porte lavorate ricordano, da lontano, l’arte déco o moresca.
Da notare: i due spazi circolari situati all’ingresso e alla fine della stradina permettevano alle carrozze di fare inversione di marcia.
Visita guidata degli edifici più insoliti e la loro storia
Al n°3, la « Villa Amandine » fu un tempo una sala di ginnastica per gli artisti del Moulin Rouge. Negli anni ’90, vi si poteva ancora ammirare una grande tela sospesa usata come scenografia. La sala è stata trasformata in appartamenti.
Al n°5, il piccolo edificio in prossimità della strada era una scuderia. Dal 1998 al 2008 vi ebbe sede l’« Istituto di ricerca sulla storia del jazz in Francia ». Sul retro, il piccolo immobile è preceduto da un cortile alberato dove svettava un magnifico fico. È stato abbattuto perché le sue radici minacciavano i muri circostanti.
Al n°6, questa casa ha ospitato di volta in volta un cabaret, un piccolo museo del trenino, uno studio fotografico, prima di diventare una casa d’arte contemporanea. « The box in Paris » presenta una configurazione da loft ed è perfetta per le esposizioni. Offre anche una camera per ospiti. Informazioni su http://www.theboxinparis.com
Al n°7 si trovano diversi edifici interessanti. Prima di tutto, una vecchia falegnameria trasformata in appartamento. Conserva ancora una bella facciata in mattoni e a graticcio. Più in alto, un antico magazzino ha mantenuto la sua facciata in legno dipinta di nero.
Al n°10 visse Jean-Baptiste Clément, cantante di Montmartre e comunardo le cui canzoni più famose sono *Le Temps des Cerises* – *La Semaine sanglante* e la filastrocca *Dansons la capucine*. Vi abitò nel 1871, durante l’insurrezione della Comune di Parigi.
Al n°12, l’antico « Bains Douches Pigalle ». La sua pittoresca facciata in piastrelle Art Nouveau è ancora lì. Era l’epoca in cui i parigini venivano ancora a lavarsi qui. Ora l’edificio ospita un atelier d’artista.
Al n°14, questo grazioso piccolo edificio fu un tempo un bordello, come ce n’erano molti nel quartiere. Le giovani donne attendevano i clienti, sedute nel piccolo giardino.
Al n°16, l’alto muro di cinta nasconde in realtà un loft contemporaneo su più livelli. Preceduto da un grande giardino, fu a lungo proprietà di un fotografo straniero.
Al n°15, la Cité-du-Midi termina con una casa semicircolare sormontata da una grande terrazza. Questa parte bassa comunica con l’edificio in mattoni situato dietro e forma un ampio alloggio privato. Questa forma circolare permetteva alle carrozze di fare inversione senza « indietreggiare »!
La Cité-du-Midi è una collezione di ricordi del passato preservati, reinventati e adattati all’epoca attuale. È uno di quei luoghi insoliti, fuori dai sentieri battuti, che occorre affrettarsi a visitare prima che chiudano al pubblico. Gli abitanti, infatti, hanno fatto circolare una petizione per installare un portale all’ingresso. Se, per ora, non è ancora previsto nulla, temo che presto i parigini amanti della città non potranno più avventurarcisi.