Casa di Victor Hugo, dove scrisse le sue opere maggiori come I Miserabili
La Maison de Victor Hugo si trova al 6 di place des Vosges, nel IV arrondissement di Parigi. Si tratta dell’antico hôtel de Rohan-Guémené. Victor Hugo prese in affitto l’appartamento al secondo piano per sedici anni, dal 1832 al 1848. Dopo il suo ritorno dall’esilio nel 1870, visse a partire dal 1878 nel suo appartamento di avenue d’Eylau, dove morì nel 1885.
Da segnalare: il museo Victor Hugo di Hauteville House, a Guernsey (isole del Canale).
Hauteville House è una dimora, oggi museo Victor Hugo, situata al 38 di rue Hauteville a Saint-Pierre-Port, a Guernsey. Fu la residenza di Victor Hugo durante i quattordici ultimi anni (1856-1870) del suo esilio, durato diciannove anni. È in questa casa che l’autore scrisse o portò a termine diversi dei suoi capolavori, come: I Miserabili, I lavoratori del mare, L’uomo che ride, La leggenda dei secoli, Teatro in libertà…
La Maison de Victor Hugo in place des Vosges: sedici anni di intensa creazione
È nel suo studio di questo appartamento che Victor Hugo compose diverse delle sue opere più importanti: Lucrezia Borgia, I Burgravi, Ruy Blas, Maria Tudor, I Canti del crepuscolo, Le Voci interiori, I Raggi e le Ombre, gran parte de I Miserabili, l’inizio de La leggenda dei secoli e delle Contemplazioni. Fu eletto all’Accademia francese, nominato pari di Francia, poi deputato di Parigi.
Ma anche sedici anni di vita sociale, politica e un dramma familiare
Victor Hugo visse sedici anni di intensa vita sociale, politica e familiare. Qui ricevette i suoi amici Lamartine, Alfred de Vigny, Alexandre Dumas, Honoré de Balzac, Prosper Mérimée e Sainte-Beuve.
È proprio in questo periodo che sua figlia Léopoldine sposò Charles Vacquerie (1817-1843) il 15 febbraio 1843. Il lunedì mattina del 4 settembre dello stesso anno, verso le dieci, Charles Vacquerie si imbarcò su una barca sulla Senna in compagnia dello zio, Pierre Vacquerie (1781-1843), del figlio Arthur, undicenne (1832-1843), e della moglie Léopoldine. Si recavano dal notaio Me Bazire, a Caudebec, a mezza lega da Villequier. Al ritorno, tra due colline, una raffica improvvisa fece capovolgere l’imbarcazione. I disperati sforzi di Charles furono vani. Vedendo di non poter salvare la moglie, rifiutando di essere soccorso, si immerse un’ultima volta e rimase con lei nella morte. Léopoldine aveva appena diciannove anni.
La prematura e tragica morte della figlia e del genero avrà una grande influenza sull’opera e sulla personalità di Victor Hugo. Egli le dedicherà numerose poesie, tra cui *Demain, dès l'aube…* e *À Villequier* in *Pauca meae*, il quarto libro delle *Contemplazioni*, oltre a *« Elle avait pris ce pli… »*. La scomparsa di Léopoldine segnerà profondamente la figlia Adèle, allora tredicenne, al punto da compromettere la salute mentale dell’adolescente, che morirà cinquant’anni dopo in un ospedale psichiatrico.
L’esilio dal 1852 al 1870. Victor Hugo di fronte a Napoleone III
In occasione del colpo di Stato del 2 dicembre 1851 di Louis-Napoléon Bonaparte, Victor Hugo tenta senza successo di organizzare una resistenza. Divenuto oppositore del potere, lascia la Francia l’11 dicembre per Bruxelles, dove soggiorna otto mesi. Questa partenza segna l’inizio di un esilio che durerà diciannove anni, prima tre a Jersey, poi a Guernsey. Un mese dopo, il decreto di proscrizione del 9 gennaio 1852 ordina l’espulsione dal territorio francese di sessantasei ex deputati, tra cui Victor Hugo, per motivi di pubblica sicurezza. Inizialmente subìto, l’esilio diventerà volontario nel 1859, quando Hugo rifiuterà di rientrare in Francia nonostante l’amnistia concessagli.
La presentazione della Casa di Victor Hugo: il percorso cronologico dello scrittore
La Casa di Victor Hugo è un museo. Le sue collezioni sono state costituite su iniziativa e intorno al lascito fatto da Paul Meurice alla Città di Parigi nel 1902. Amico ed esecutore testamentario del poeta, egli era stato incaricato di preservarne l’eredità. Il 1902 segnava il centenario della nascita di Victor Hugo.
La visita al museo permette di scoprire l’appartamento del secondo piano occupato dalla famiglia Hugo. La vita di Victor Hugo vi è evocata semplicemente: prima dell’esilio, durante l’esilio, dopo l’esilio.
L’anticamera presenta la sua giovinezza, i primi anni del suo matrimonio con Adèle Foucher; il salotto rosso evoca il suo soggiorno in Place Royale (l’attuale Place des Vosges).
Il salotto cinese e le due stanze che seguono evocano il suo esilio dal 1852 al 1870.
La penultima sala della Casa di Victor Hugo, chiamata Gabinetto di lavoro, evoca il ritorno della famiglia a Parigi nel 1870 e gli ultimi anni dello scrittore nel suo appartamento in avenue d’Eylau. Qui si può ammirare il suo celebre ritratto di Léon Bonnat. L’ultima sala ricostruisce la camera ardente del 1885, in avenue d’Eylau.
Al primo piano dell’appartamento vengono organizzate regolarmente mostre temporanee e, a rotazione, i seicento disegni posseduti dal museo, su un totale di tremila realizzati dallo scrittore. Queste opere raffigurano elementi architettonici e marittimi. La sala delle stampe e la biblioteca, che ospita undicimila volumi sulla vita e l’opera di Victor Hugo, sono accessibili, su appuntamento, ai ricercatori.
Il trasferimento delle ceneri di Victor Hugo al Panthéon a Parigi
È il 1° giugno 1885, dieci giorni dopo la sua morte, che le ceneri di Victor Hugo vengono direttamente condotte al Panthéon.
Conformemente alle sue ultime volontà, la cerimonia si svolge nel « carro funebre dei poveri ». Il decreto del 26 maggio 1885, approvato con 415 voti su 418, gli concede funerali nazionali e restituisce al Panthéon il suo carattere laico.
Prima di essere trasferite, la sua salma viene esposta durante la notte dal 31 maggio al 1° giugno sotto l’Arco di Trionfo, velata obliquamente da un drappo nero. Il giorno del trasferimento, la processione verso il Panthéon si snoda per diversi chilometri, con quasi due milioni di persone e 2.000 delegazioni accorse a rendergli omaggio. È allora lo scrittore francese più popolare del suo tempo e, da diversi decenni, è considerato uno dei monumenti della letteratura francese.