Statua del re Enrico IV sul Pont Neuf, la IIIe del nome

La statua del re Enrico IV di Francia si trova in place du Pont-Neuf (una cinquantina di metri di lunghezza, parallela al Pont Neuf e al livello del marciapiede). Questo spazio si trova sul lato ovest dell’Île de la Cité. Essa occupa il centro di una piccola spianata situata al centro del Pont Neuf, all’uscita della place Dauphine (tramite rue Henri-Robert) e domina lo square du Vert-Galant, proprio poco più in basso, sul lato ovest. La statua si trova al confine con il 1° arrondissement di Parigi.
La statua attuale di Enrico IV La statua di Enrico IV di Francia è opera dello scultore François-Frédéric Lemot e fu inaugurata il 25 agosto 1818, sotto il regno di Luigi XVIII.
Ma in realtà si tratta della terza statua equestre di Enrico IV installata in questo luogo.
La 1ª statua di Enrico IV del 1614 – quattro anni dopo il suo assassinio La prima statua equestre di Enrico IV fu un’iniziativa di Maria de’ Medici, regina e vedova del sovrano assassinato. La statua accompagna la place Royale (place Dauphine), poiché si trova dietro la place Dauphine, sul Pont Neuf che prolunga rue Dauphine (tutte e tre ordinate da Enrico IV).
Realizzata da Jean Bologne e Pietro Tacca, fa parte della composizione originale della place Dauphine. Fu inaugurata il 23 agosto 1614.
Le vicissitudini della statua del 1614 Il cavallo in bronzo originale era stato inviato in Italia a Maria de’ Medici da Cosimo II de’ Medici e granduca di Toscana. Completato all’inizio di marzo 1611, fu spedito solo all’inizio di novembre 1613 su una nave in partenza da Livorno, che fece naufragio al largo di Savona. La statua rimase sul fondo del mare per un mese « e fu recuperata solo con grandi difficoltà e a caro prezzo ».
Nel 1628, cinque bassorilievi di Barthélemy Tremblay e Thomas Boudin, raffiguranti le battaglie di Arques e Ivry, l’ingresso a Parigi, l’assedio di Amiens e la presa di Montmélian, furono collocati.
Nel 1635, iscrizioni definitive (dell’epoca) sul piedistallo della statua e su una grata metallica che circondava il monumento sostituirono quelle provvisorie apposte in precedenza. Esse mettono in risalto Luigi XIII e il cardinale Richelieu, omettendo il ruolo giocato da Maria de’ Medici, che il figlio aveva allora esiliato.
La statua fu rovesciata durante la Rivoluzione francese, il 12 agosto 1792. Le statue dei prigionieri che circondavano il cavallo centrale furono salvate e oggi si trovano al museo del Louvre.
Statua effimera del 1814: la 2ª statua Il 3 maggio 1814, in occasione del ritorno di Luigi XVIII, fu realizzata una statua provvisoria di « sostituzione » da Henri-Victor Roguier a partire da un calco in gesso di uno dei cavalli del Quadrige della porta di Brandeburgo. Quest’ultimo era stato trafugato da Napoleone nel 1806, depositato, non avendo una destinazione, ai Menus-Plaisirs, e poi recuperato dai Prussiani nel 1814. Il basamento di questo monumento effimero recava l’iscrizione: « Il ritorno di Luigi ravviva Enrico ».
La 3ª statua del 1818, quella attuale La statua attuale è opera dello scultore François-Frédéric Lemot, che si è ispirato ai pochi elementi originali ritrovati (attualmente al museo Carnavalet) e forse alla testa che oggi si trova in una collezione privata.
Il monumento è una statua equestre in bronzo che rappresenta il re di Francia Enrico IV in armatura, coronato d’alloro e con uno scettro a giglio nella mano destra. Enrico IV guarda verso il quai des Orfèvres, mentre il cavallo volge la testa verso il quai de l’Horloge.
La statua poggia su un piedistallo i cui lati sono ornati da bassorilievi.
Sulla faccia anteriore del piedistallo è incisa in latino:

HENRICO MAGNO
PATERNO IN POPVLO ANIMO
NOTISSIMI PRINCIPIS
SACRAM EFFIGIEM
CIVILES INTER TUMULTUS
GALLIA INDIGNANTE DEIECTAM
POST OPTATUM LUDOVICI XVIII REDITUM
EX OMNIBUS ORDINIBUS CIVES
AERE COLLATO RESTITUERUNT
NEC NON ET ELOGIUM
CUM EFFIGIE SIMUL ABOLITUM
LAPIDI ITERUM INSCRIBI
CURAVERUNT
D D
DIE XXV MENSIS AUGUSTI MDCCCXVIII

il che significa
« La sacra effigie del molto illustre re Enrico il Grande, che era stato un padre per il suo popolo, fu abbattuta, al grande dispiacere della Francia, durante la Rivoluzione. Dopo il tanto auspicato ritorno di Luigi XVIII, cittadini di ogni ordine si unirono per restaurarla, così come l’iscrizione onorifica distrutta insieme alla statua, che fecero incidere nuovamente sulla pietra. Fatto il 25 agosto 1818. »

Sul retro del piedistallo è incisa la seguente iscrizione:

« ERRICO - IV
GALLIARUM - IMPERATORI - NAVAR . R.
LUDOVICUS - XIII - FILIUS - EIUS
OPUS - INCHOATUM - ET - INTERMISSUM
PRO - DIGNITATE - PIETATIS - ET - IMPERII
PLENIUS - ET - AMPLIUS - ABSOLVIT
EMIN - D - C - RICHELIEU
COMMUNE - VOTUM - POPULIS - PROMOVIT
SUPRA - ILLUSTRES - VIROS
DE - BULLION - BOUTILLIER - P - AERARII - F
FACIENDUM - CURAVERUNT
MDCXXXV »

ovvero: « A Enrico IV, imperatore delle Gallie e re di Navarra, suo figlio Luigi XIII portò a compimento quest’opera, iniziata ma interrotta, completandola e ampliandola, in nome della sua devozione filiale e del suo potere regale. Il cardinale-duca di Richelieu, eminente, la fece proseguire secondo il comune desiderio del popolo, mentre gli illustri signori De Bullion e Boutillier, sovrintendenti delle finanze, ne curarono l’esecuzione. 1635. »

La statua di Enrico IV: un scrigno di segreti?

La statua fu inaugurata il 25 agosto 1818. In occasione di questa nuova collocazione, diversi oggetti furono posti all’interno della statua. Si trattava di documenti su pergamena relativi all’inaugurazione della statua, di ventisei medaglie e di tre libri dedicati a Enrico IV. L’insieme fu deposto nel ventre del cavallo ed è oggi conservato al Gabinetto delle medaglie degli Archivi nazionali, Museo di Storia di Francia. Ecco l’elenco delle diciotto pezze secondo la classificazione degli Archivi nazionali:

AE/I/15bis/1/1 a 6 – Scatola in piombo con anima di legno che conteneva i pergameni relativi all’inaugurazione della statua di Enrico IV al Pont-Neuf e i documenti su pergamena.
AE/I/15bis/2/1 a 2 – Scatola in piombo con anima di legno che conteneva le *Economie reali* di Massimiliano di Béthune, duca di Sully, 2 volumi in-folio rilegati da Simier, legatore del re, in vitello rosso con dorature, stemma di Francia.
AE/I/15bis/3/1 a 2 – Scatola in piombo con anima di legno che conteneva *La Henriade* di Voltaire, esemplare su pergamena rilegato da René Simier, in marocchino blu, « a lacci, compartimenti e stemma di Francia ». La rilegatura è andata perduta, sia per deperimento, sia per incollaggio con uno dei lati della scatola in legno.
AE/I/15bis/4/1 a 3 – Scatola in piombo con anima di legno che conteneva *Storia del re Enrico il Grande*, di Hardouin de Péréfixe, Renouard, Parigi, 1816, 1 volume in-8° rilegato da Simier, legatore del re, in marocchino verde, a lacci e taglio dorato. Volume in ottimo stato di conservazione, rilegatura di pregevole fattura, e ventisei medaglie (argento, bronzo e platino).
AE/I/15bis/5/1 a 5 – Quattro scatole cilindriche (stagno o legno) e un rotolo di pergamena.

La statua è stata classificata monumento storico nel 1992.
Un aneddoto legato a un'altra storia relativa alla statua di Enrico IV
È forse ai piedi della statua di Enrico IV che fu scattata la prima fotografia di un essere umano. Infatti, il dagherrotipo (7,2 x 10 cm) del Pont-Neuf, realizzato da Daguerre e Fordos e conservato al Museo delle Arti e dei Mestieri, mostra nella parte inferiore l'immagine di due persone sdraiate (forse operai incaricati della manutenzione della statua). Questa foto sarebbe quindi antecedente a quella del boulevard du Temple, dove compare un lustrascarpe, considerata la prima fotografia di un essere umano.