Chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre, costruzione d'avanguardia in stile Art Nouveau
La chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre, anche chiamata chiesa di Saint-Jean l’Évangéliste, è una chiesa parrocchiale cattolica. Si trova ai piedi della Butte Montmartre, al seguente indirizzo: 19, rue des Abbesses, nel 18° arrondissement di Parigi.
Il suo nome, Saint-Jean l’Évangéliste, fa riferimento a Giovanni, un ebreo del primo secolo divenuto cristiano, discepolo di Gesù e fratello di Giacomo il Maggiore. La tradizione cristiana attribuisce all’apostolo Giovanni la stesura del Vangelo secondo san Giovanni. Gli si attribuiscono numerosi miracoli, tra cui quello del veleno: Giovanni, invitato a bere una coppa di veleno, non ne subisce alcun effetto, mentre i due assaggiatori cadono a terra in pochi secondi prima di essere resuscitati dal santo.
La chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre è stata classificata come monumento storico con decreto del 9 settembre 2014.
Origine della chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre L’altra chiesa di Montmartre, la chiesa di Saint-Pierre de Montmartre, situata in cima alla Butte Montmartre, non era più sufficiente ad accogliere i fedeli a causa dell’aumento della popolazione del quartiere. La nuova chiesa fu costruita tra il 1894 e il 1904 dall’architetto Anatole de Baudot. Si distingue per la sua struttura in cemento armato e per un interno spoglio di ogni decorazione.
Un inizio di costruzione caotico e contestato Ciò che è degno di nota è che la costruzione della chiesa iniziò senza autorizzazione ufficiale. Fu avviata su iniziativa del parroco, che aveva raccolto parte dei fondi necessari con l’approvazione del suo vescovo.
Subito seguì una disapprovazione generale, nonostante il prestigio del suo architetto. Alcuni prevedevano un suo imminente crollo. I lavori, iniziati nel 1894, furono interrotti da un processo per «non conformità» alle norme urbanistiche. Le ragioni? Solai di soli 7 cm di spessore e pilastri di 50 cm di diametro per un’altezza di 25 metri. Il ministero dei Culti e l’amministrazione della città di Parigi bloccarono il cantiere, ritenendo che l’uso del cemento armato non fosse adatto a una chiesa. Fu emesso addirittura un decreto di demolizione – mai eseguito – seguito dall’avvio di una lunga procedura.
Tuttavia, il parroco riuscì a coinvolgere esperti rinomati in architettura religiosa, che autorizzarono la ripresa dei lavori. Fu quindi per iniziativa del clero che questa soluzione innovativa di cemento armato venne messa in opera, senza il sostegno né dell’amministrazione, né della città, né della comunità parrocchiale.
I lavori ripresero nel 1902 e terminarono nel 1904. In questo modo ebbe inizio la lunga carriera di questo materiale, la cui importanza non era ancora compresa all’inizio del XX secolo, con la prima chiesa costruita in cemento armato.
Un cantiere controverso Le pareti di questa chiesa in cemento armato sono rivestite di mattoni e ceramiche (gres flammé e grès pastillé). La costruzione si inserisce nello stile Art Nouveau, allora in voga. Questa chiesa, radicata nel suo tempo, mostra il suo legame con le coeve contemporanee: le prime stazioni della metropolitana e il Grand Palais.
Anatole de Baudot, un architetto in sintonia con il suo tempo L’architetto Anatole de Baudot (1834-1915) fu allievo dei famosi architetti Eugène Viollet-le-Duc e Henri Labrouste. Comprese le straordinarie possibilità del cemento, sia come muro portante che come tramezzo. Questa chiesa illustra perfettamente l’evoluzione delle idee al passaggio tra il XIX e il XX secolo.
Eppure, questo architetto non era destinato a intraprendere questa avventura. Anatole de Baudot era sì architetto, ma anche ispettore generale dei Monumenti storici e, per di più, titolare della sola cattedra di architettura francese del Medioevo e del Rinascimento. Utilizzò tuttavia il cemento con una certa padronanza, conservando al contempo principi tradizionali.
Nonostante la sua originalità, la chiesa è costruita come una basilica a tre navate coperte da volte in cemento armato il cui disegno ricorda le nervature delle cattedrali gotiche. Qui sono sfruttate tutte le potenzialità del cemento per imitare l’interno di una chiesa cattolica tradizionale. La facciata esterna corrisponde, nel suo stile, agli elementi decorativi dell’interno della chiesa. Le pareti laterali sono ornate da otto grandi affreschi e da vetrate tradizionali. 48 piccole vetrate rettangolari, che rappresentano le litanie della Santa Vergine, illuminano le navate laterali. Le volte del transetto sono decorate con vetrate in stile Art Nouveau, che addolciscono l’aspetto austero della struttura dovuta all’uso del cemento armato.
La facciata principale in mattoni è decorata con ceramiche architettoniche di Alexandre Bigot.
Le opere d’arte all’interno della chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre
Le tre grandi vetrate della navata sono state realizzate dal maestro vetraio Jac Galland (morto nel 1922) su cartoni di Ernest-Pascal Blanchard, in linea con lo stile Art Nouveau. La vetrata del coro, realizzata nel 1901 dai fratelli Destournel, rappresenta la Crocifissione. Sotto di essa si trovano i quattro evangelisti con i loro attributi tradizionali. Le sculture in bronzo e in terracotta smaltata di Pierre Roche (1855-1922) ornano anche il maestoso altare nello stile 1900. Egli ha inoltre creato il timpano della chiesa che rappresenta san Giovanni Evangelista circondato da due angeli. Nel 2007, lo scultore e orafo Goudji ha progettato e realizzato una vasca battesimale in pietra di Pontijou, ferro battuto, argento e diaspro. L’organo di Saint-Jean-de-Montmartre è stato costruito da Cavaillé-Coll nel 1852 per la scuola del Sacro Cuore della Ferrandière a Lione. Dopo lo smontaggio, l’ampliamento e il restauro, conta ora due tastiere di 56 note e una pedaliera di 30 note. Nel 2009 era diventato praticamente inutilizzabile. Il Comune di Parigi ha finanziato il suo restauro, iniziato nel 2009 e conclusosi dopo quattordici mesi.
Visite guidate della chiesa sono organizzate la quarta domenica del mese alle ore 16.
Le critiche alla chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre sono ancora attuali Il R.P. Régamey, codirettore della rivista L’Art sacré, scriveva nel 1952 di non apprezzare molto la chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre: « E poi la prima chiesa in cemento armato, Saint-Jean-de-Montmartre, dalle forme aggressive e velate, secondo l’estetica del ferro dell’epoca: una di quelle chiese che Claudel definiva così bene come scomposte! »
Eppure, questa chiesa d’avanguardia, grazie all’uso del cemento armato e non per le sue scelte estetiche, ha aperto la strada alle opere dei fratelli Perret e di Le Corbusier. La chiesa di Saint-Jean-de-Montmartre e quella di Saint-Louis a Vincennes sono due rari esempi di chiese innovative progettate prima della Prima Guerra Mondiale. E le speranze restano ben vive intorno a questa chiesa « Quando si guarda la storia della collina dei Martiri (la Butte Montmartre), si percepisce questa terra come un luogo di benedizioni. Vite donate, lotte molteplici, briganti che si affiancano alla santità più evidente. Insomma, un microcosmo a immagine del mondo, un modello ridotto e sintetico. » « Tra il Sacro Cuore e Pigalle, una chiesa di mattoni e cemento armato è sorta, sfidando la ripida pendenza del terreno e le cavità sotterranee. Come un’immagine della Chiesa, edificata sulle macerie delle speranze dei primi discepoli, sulle tombe delle esistenze e sulle incertezze del futuro. »
Padre Olivier Ségui della PARROCCHIA SAINT JEAN DE MONTMARTRE