Chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois dell’XI secolo. Il massacro della Saint-Barthélemy

La chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois è innanzitutto un santuario merovingio, distrutto tra l’885 e l’886, poi ricostruito nel XI secolo. L’edificio è stato ampliato o riedificato più volte: la torre romanica risale al XII secolo, il portale e il coro al XIII. Gli ampliamenti sono proseguiti fino al XVI secolo, epoca in cui i re Valois si insediarono al Louvre. La chiesa divenne allora una parrocchia reale nei secoli XVI e XVII: i sovrani vi si recavano per ascoltare la messa. Sin dall’Antico Regime è soprannominata la «parrocchia degli artisti», poiché vi sono sepolti artisti che vissero al Louvre: pittori, orefici, incisori, poeti, nonché gli architetti Le Vau, Gabriel e Soufflot.

Situata nell’attuale I arrondissement di Parigi, fu anche chiamata chiesa Saint-Germain-le-Rond.
Origine del nome della chiesa
Solo nel XI secolo compare il nome «chiesa Saint-Germain-l’Auxerrois». Esso ricorda l’incontro, ritenuto avvenuto in questo stesso luogo, tra san Germano, vescovo di Auxerre e patrono di Parigi, e santa Genoveffa, nel V secolo.

Altra particolarità di questa chiesa: sin dal Medioevo fu al contempo collegiale e parrocchiale, cioè ospitava in parte la sede di un capitolo di canonici. Era inoltre il luogo di raduno di tutti gli abitanti del quartiere, sotto la direzione spirituale di un sacerdote e l’amministrazione temporale dei fabbricieri. Questa complessa situazione istituzionale ha talvolta generato tensioni.
Il massacro della Saint-Barthélemy e il coinvolgimento della chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois
Il massacro della Saint-Barthélemy fu quello dei protestanti a Parigi il 24 agosto 1572, giorno di san Bartolomeo.

Il massacro durò diversi giorni nella capitale, per poi estendersi a oltre una ventina di città di provincia nelle settimane, o addirittura nei mesi successivi. Le sue cause reali restano ancora poco chiare. Fu la conseguenza della divisione della nobiltà francese tra cattolici e protestanti, in particolare della faida tra la casa di Guisa e il clan dei Châtillon-Montmorency. Ma anche ragioni internazionali (liberazione dei Paesi Bassi dal dominio spagnolo) e dinastiche (gelosia di Caterina de’ Medici nei confronti del protestante Gaspard de Coligny, tornato in grazia presso suo figlio Carlo IX) poterono giocare un ruolo. In definitiva, il ruolo della corona e la tradizione storiografica hanno fatto del re Carlo IX e di sua madre, Caterina de’ Medici, i principali responsabili del massacro – senza alcuna certezza.

Il detonatore del massacro avvenne il 22 agosto 1572. Gaspard de Coligny fu colpito da un’archibugiata mentre lasciava il Louvre per recarsi al suo hôtel di rue Béthizy. L’ammiraglio fu ferito all’indice della mano destra, strappato, e il suo braccio sinistro trafitto da un proiettile che vi rimase conficcato. I sospetti si indirizzarono rapidamente verso i seguaci della famiglia di Guisa, principi del sangue. L’attentato a Coligny fu l’evento che, in poche ore, scatenò la crisi che portò al massacro. I protestanti insorsero contro questo attacco diretto al loro capo più rispettato e reclamarono vendetta. La capitale era sull’orlo della guerra civile.

La sera del 23 agosto 1572, il re tenne una riunione con i suoi più stretti consiglieri. Si sarebbe deciso di neutralizzare i capitani protestanti risparmiando però i giovani principi protestanti di sangue, vale a dire il re di Navarra (futuro Enrico IV) e il principe di Condé. Poco dopo questa decisione, furono convocate le autorità municipali di Parigi. Venne loro ordinato di chiudere le porte della città e di armare gli abitanti per prevenire qualsiasi tentativo di rivolta.

La stessa sera, una « squadra » guidata dal duca di Guisa si recò all’hotel dell’ammiraglio Coligny, in rue de Béthizy: tirato giù dal letto, fu ucciso e poi gettato dalla finestra. I nobili protestanti alloggiati al Louvre furono evacuati dal palazzo e massacrati nelle strade circostanti. Le truppe di Guisa si diressero poi contro i capi protestanti insediati nel faubourg Saint-Germain.

Il « terzo atto » iniziò quella stessa notte: gli omicidi dei capi protestanti si trasformarono in un massacro generalizzato di tutti i protestanti, senza distinzione di età, sesso o condizione sociale.

Allertati dal rumore e dal fermento delle operazioni militari, i parigini più esaltati – per lo più ostili agli ugonotti – furono colti dalla paura e dalla violenza. Falsamente convinti che quei disordini notturni fossero opera dei protestanti, si lanciarono al loro inseguimento, persuasi di agire per la difesa della loro città. Fu questa la paura che avrebbe spinto a suonare l’allarme dalla torre della chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois, vicinissima al Louvre; un segnale rapidamente diffuso dagli altri campanili di Parigi e dei comuni limitrofi, prima che l’incendio si estendesse al resto dell’agglomerato urbano.

L’effetto farfalla e il tocsin della chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois

Ecco perché la chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois porta una pesante responsabilità nell’estensione dell’effetto del massacro della Saint-Barthélemy a Parigi, poi in tutta la Francia, e, nei secoli successivi, nei secoli a venire.

Il giorno della Saint-Barthélemy segnò una svolta nella storia della Francia e dell’Europa. Le conseguenze furono immense, sia sul piano economico che su quello storico, nei secoli che seguirono. Nei mesi successivi al massacro, vennero adottate diverse misure discriminatorie nei confronti dei protestanti, ai quali fu vietato l’accesso agli impieghi pubblici. Inoltre, il re incoraggiò vivamente le conversioni. Il re Enrico III di Navarra (futuro Enrico IV di Francia), cognato del sovrano, dovette abiurare il protestantesimo il 26 settembre. Fino alla fine del 1572, le violenze provocarono una forte emigrazione degli ugonotti verso la Svizzera dapprima, poi verso le province tedesche e i Paesi Bassi. La maggior parte di loro erano artigiani che padroneggiavano i mestieri che fecero la ricchezza dell’economia francese, a beneficio dei paesi ospitanti. Molti rifugiati si recarono a Ginevra, che guadagnò il soprannome di « città rifugio ».
Il massacro della Saint-Barthélemy contribuì a gettare la Francia nelle Guerre di religione, otto guerre civili di origine religiosa che si svolsero nel regno di Francia tra il 1562 e il 1598. Esse opposero i sostenitori del cattolicesimo a quelli del protestantesimo (« ugonotti ») in operazioni militari che potevano arrivare fino a vere e proprie battaglie campali. Nel 1598, quando Enrico III di Navarra divenne Enrico IV di Francia, ereditò un paese devastato, che aveva perso la ricchezza portata dai suoi artigiani.
Fu anche nel 1610 che venne assassinato un re competente e stimato, Enrico IV. Il suo assassino, Ravaillac, un cattolico fanatico, lo pugnalò al numero 8-10 di rue de la Ferronnerie (75001) a Parigi (una targa incastonata nel pavimento ne segna l’ubicazione).
Infine, l’editto di Nantes fu revocato, permettendo agli ugonotti rimasti in Francia di praticare il loro culto. Quando Luigi XIV revocò questo editto nell’ottobre 1685 (dopo varie restrizioni già imposte agli ugonotti negli anni precedenti), almeno 200.000 protestanti intrapresero la via dell’esilio (sugli 800.000 che contava il regno alla fine del XVII secolo). La revoca dell’editto di Nantes può essere considerata un errore di Luigi XIV, che contribuì ad impoverire e indebolire ulteriormente un paese già devastato alla fine del suo regno da calamità naturali che colpirono i raccolti e dal costo delle guerre intraprese.
Le trasformazioni del XVIII secolo della chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois
Nel 1744, il capitolo dei canonici fu integrato a quello della cattedrale della diocesi di Parigi. Questa decisione non avvenne senza proteste da parte dei canonici. Tuttavia, la parrocchia vinse la causa e poté così recuperare lo spazio del coro per dispiegarvi tutta la liturgia della comunità parrocchiale secondo i propri desideri. Grazie a ciò, la chiesa di Saint-Germain poté subire importanti trasformazioni nel corso del XVIII secolo.

I vetri colorati erano stati rimossi e sostituiti con vetri bianchi all’inizio del XVIII secolo. Desiderando portare più luce nella chiesa, i parrocchiani vollero allora modernizzare il coro. Affidarono questi lavori a Louis-Claude Vassé e Claude Bacarit per conferirgli un aspetto più « antico ».
I parrocchiani eliminarono anche il jubé, giudicato troppo gotico. Per sostituirlo, fu installata una griglia in ferro battuto ornata con motivi di giglio e recante le iniziali di san Germano e san Vincenzo. Quest’opera di Pierre Dumiez, fabbro del re, è ancora in loco oggi, sebbene fosse stata smontata durante la Rivoluzione prima di essere reinstallata nel XIX secolo.
I rivolgimenti del XIX secolo e il restauro della chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois
Naturalmente, sopraggiunse la Rivoluzione del 1789. Essa chiuse la chiesa al culto nel 1793, che divenne una fabbrica di salnitro, un magazzino di foraggio e poi una stamperia. Venne restituita al culto cattolico con il Concordato del 1802.

Ma l’histoire doveva di nuovo raggiungere la chiesa. Essa fu saccheggiata nel 1831 da partigiani anti-legittimisti (sostenitori del re Luigi Filippo, al potere da pochi mesi) in seguito a una funzione funebre celebrata per il riposo dell’anima del duca di Berry, assassinato il 13 febbraio 1820. Quest’ultimo era figlio del re Carlo X (legittimista, fratello del re Luigi XVI), detronizzato nel 1830. Durante questo evento, l’episcopio fu depredato. La chiesa rimase completamente chiusa fino al 1845.

Essa fu restaurata negli anni Quaranta e Cinquanta dell’Ottocento sotto la direzione di Lassus e Baltard.

Nel corso della storia, la chiesa fu più volte minacciata di scomparire del tutto. Già al tempo di Luigi XIV, grandi progetti prevedevano di ricostruirla in asse con la nuova facciata orientale del palazzo del Louvre (detta colonnata di Claude Perrault). L’ultima iniziativa, quella del barone Haussmann, prefetto della Senna alla fine dell’Ottocento, prevedeva la sua demolizione per farvi passare un’ampia arteria di cui l’avenue Victoria (vicino al Châtelet) è solo l’embrione abortito. È stata la sua antichità e la sua qualità artistica a salvarla da una distruzione speculativa.

Come visitare la chiesa di Saint-Germain-l’Auxerrois

La chiesa è aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19. Ma prima di questa visita – o in alternativa – è possibile ammirarne quasi tutto l’interno cliccando su « Visiter l’église Saint-Germain-l’Auxerrois ». Si tratta di una vista interattiva particolarmente riuscita che presenta il portico e il portale, il grande organo, la navata, l’altare, il transetto, il coro, la vasca battesimale e le prime cappelle settentrionali, le cappelle radiali dell’ambulacro settentrionale, le cappelle radiali, le cappelle dell’ambulacro meridionale e la cappella della Santa Vergine.

Chiesa provvisoria della cattedrale di Notre-Dame di Parigi

Dal 1° settembre 2019, la chiesa ospita le funzioni canoniche del capitolo della cattedrale di Notre-Dame di Parigi, a causa dell’incendio del 15 aprile 2019.

Proseguite fino a rue du Louvre e dirigetevi verso la Senna, verso il quai des Tuileries. Poi recatevi alla Cour Carrée del Louvre.