Museo Pompidou – Arte moderno e contemporaneo: Edifici e collezioni
Museo Pompidou: a cosa serve?
Il museo Pompidou, noto anche come Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou (CNAC), è un’istituzione multidisciplinare nata dalla volontà del presidente Georges Pompidou. È comunemente chiamato «Centre Pompidou», o più familiarmente «Beaubourg».
È dedicato alla creazione moderna e contemporanea, dove le arti visive si affiancano a libri, disegno, musica, arti dello spettacolo, attività per il pubblico giovane e cinema.
Si trova nel «Quartiere dell’Orologio», a ovest del «Quartiere del Marais», a 150 m dall’Hôtel de Ville di Parigi, a 500 m dalla Sainte-Chapelle, dalla Torre dell’Orologio, da Notre-Dame di Parigi e dall’Île de la Cité, a 700 m dal museo del Louvre.
Il Museo nazionale d’Arte moderna
Ospita il Musée national d’Art moderne, punto di riferimento mondiale per le sue collezioni d’arte dei secoli XX e XXI. Le opere dei grandi artisti sono presentate cronologicamente in due spazi: il periodo moderno dal 1905 al 1960 (Matisse, Picasso, Dubuffet…) e il periodo contemporaneo dal 1960 a oggi (Andy Warhol, Niki de Saint Phalle, Anish Kapoor…). Oltre a queste collezioni permanenti, tutto l’anno al piano superiore si tengono esposizioni di fama internazionale, da cui la vista panoramica sul centro di Parigi e sui suoi tetti è mozzafiato. Qui si può trascorrere intere giornate visitando le esposizioni permanenti e le numerose mostre temporanee, mangiare al ristorante Georges, approfondire alla Biblioteca pubblica d’informazione e passeggiare nel negozio. Ai piedi dell’edificio principale, sulla piazza esterna (la zona antistante l’ingresso principale), l’atelier Brancusi presenta una collezione unica di opere di questo artista fondamentale nella storia della scultura moderna.
Un edificio avanguardista, una costruzione e una polemica
L’edificio è un’architettura del XX secolo, riconoscibile per le sue scale esterne e per i giganteschi tubi colorati. La costruzione di questo museo-edificio si basa su un nuovo concetto che prevede di spostare la struttura «portante» all’esterno dell’edificio, lasciando l’interno completamente libero e modulabile per livello.
Il 15 luglio 1971, la giuria del concorso internazionale di architettura, presieduta da Jean Prouvé, scelse tra i 681 progetti presentati quello degli architetti Renzo Piano, Richard Rogers e Gianfranco Franchini. Il 2 febbraio 1977 apriva al pubblico.
L’architettura del Centre Pompidou è, ovviamente, molto controversa: tubi, scale mobili, passerelle metalliche, tutto ciò che tradizionalmente viene tenuto nascosto qui è invece esposto in modo vistoso. Il centro è stato soprannominato «Notre-Dame della tubatura» o ancora «il Pompidolium». Lo si deride definendolo «hangar dell’arte», «fabbrica a gas», «raffineria», «miscellanea culturale» o «escrescenza avanguardista». Gli si rimprovera di essere un’opera costosa che, fin dalla sua inaugurazione, assorbe centoventi milioni di franchi, pari a un settimo del budget del Ministero della Cultura francese. Eppure, il centro e la sua architettura provocatoria hanno anche riscosso un immenso successo di pubblico.
Il Centre Pompidou nel cuore di Parigi
Il Centre Pompidou si trova nel quartiere Saint-Merri, nel IV arrondissement di Parigi, tra il quartiere delle Halles a ovest e il Marais a est. Inaugurato il 31 gennaio 1977, nel 2019 ha accolto 3.273.867 visitatori. Oltre alle sue collezioni, ospita importanti gallerie di mostre temporanee, teatri e un cinema, oltre alla Bibliothèque publique d’information (Bpi), prima biblioteca pubblica di lettura in Europa. Ai due lati della Piazza (la piazza principale davanti all’edificio), due edifici annessi ospitano l’Institut de recherche et coordination acoustique/musique (Ircam) e l’Atelier Brancusi.
Il progetto, il passato e il futuro del museo Pompidou
Alla fine del 1997, dopo vent’anni di attività, il centro chiude per una completa ristrutturazione. I lavori durano ventisette mesi e costano quasi 576 milioni di franchi (88 milioni di euro), finanziati per 482 milioni dallo Stato. Guidato da Renzo Piano, il progetto consente di aggiungere 8.000 m² alla superficie totale e di riconfigurare gli spazi e i volumi. Fin dalla sua riapertura il 1° gennaio 2000, il successo è immediato: 80.000 visitatori in un solo fine settimana. Il pubblico scopre nuovi servizi, una nuova organizzazione delle sale e spazi più ampi. Ventuno anni dopo questa prima ristrutturazione, una seconda campagna di restauro, che prevede la chiusura totale dell’istituzione per tre anni, è prevista tra il 2023 e il 2027.
Le dimensioni del Centre Pompidou
Il corpo principale dell’edificio, lungo 166 m, largo 45 m (60 m con la scala esterna) e alto 42 m (52 m lato Piazza), conta otto livelli accessibili al pubblico, ciascuno di 7.500 m², di cui due interrati (-1 e 0), con il livello della strada situato al livello 1 del mezzanino. Ciò dà una superficie utile di circa 45.000 m², tenendo conto dei vuoti del Forum e dei cortili interni dei livelli 5 e 6, che equivalgono alla superficie di un piano. Eppure, l’edificio in realtà raggiunge una superficie totale di 103.305 m² su dieci livelli, includendo gli spazi tecnici e i parcheggi che si estendono sotto la Piazza, senza contare i 600 m² dell’Atelier Brancusi e dell’Ircam. L’altezza tra un livello e l’altro è di sette metri, tranne per il Forum, che raggiunge i dieci metri.
Ogni livello forma così un vasto plateau di 7.500 metri quadrati (8.969 iarde quadrate) completamente modulabile, con l’intera struttura portante e i vari condotti tecnici spostati alla periferia dell’edificio, che gli conferisce una silhouette molto caratteristica, paragonata da alcuni critici a una raffineria di petrolio nel cuore della città. Tutte le circolazioni verticali, di persone e fluidi, sono concentrate in facciata: i tubi colorati esterni rappresentano una particolarità dell’edificio. I condotti di climatizzazione sono blu, i tubi dell’acqua verdi e i cavi elettrici gialli. Gli ascensori sono rossi. I tubi bianchi corrispondono ai condotti di ventilazione delle parti sotterranee. Anche le travi metalliche della struttura restano visibili.
Il Centre Pompidou e gli spazi da scoprire
L’edificio principale del centro ospita gli spazi e le attività seguenti:
Il Musée national d’Art moderne (Mnam) e il Centre de création industrielle.
Il Mnam, le cui collezioni si estendono su 18.710 m² di spazi espositivi, nel 2019 presentava 1.699 opere in esposizione permanente su un totale di 113.675 (pari all’1,5 %).
la Bibliothèque publique d’information (Bpi)
La Bpi offre 2.200 posti su 10.400 m² con un fondo di 380.000 documenti a libero accesso, una biblioteca linguistica e una discoteca;
All’esterno dell’edificio principale, nei dintorni immediati, si trovano
l’Atelier Brancusi, sulla Piazza (Place Georges-Pompidou).
Lo studio di 600 m² di Brancusi è una ricostruzione fedele dell’atelier dello scultore Constantin Brâncuși, situato in successione prima al 8 poi al 11 di impasse Ronsin (75015), donato dall’artista allo Stato nel 1956 (per testamento). Parzialmente ricostruito nel 1962 nelle collezioni del Mnam, poi installato al Palais de Tokyo, l’atelier è stato interamente ricostruito nel 1977, di fronte al Centre Pompidou. Nel 1997 l’architetto Renzo Piano ha portato a termine la ricostruzione così come appare oggi;
l’Ircam (Institut de recherche et coordination acoustique/musique) sulla place Stravinsky
Un edificio specifico ospita l’Institut de recherche et coordination acoustique/musique, con una sala dalla capienza e acustica variabili, studi, una camera anecoica e una mediateca. La place Stravinsky è abbellita dalla fontana di Jean Tinguely e Niki de Saint Phalle.
Gli artisti di strada della Piazza e la fontana Stravinsky
Artisti di strada animano la Place Georges-Pompidou (detta anche Piazza Beaubourg), che si affaccia sul museo.
Una vasca vicina ospita fontane composte da statue mobili di Tinguely (strutture metalliche) e di Niki de Saint Phalle (forme colorate). Questa fontana (la fontana Stravinsky) è un’opera *in situ*, poiché gli artisti l’hanno concepita per questo luogo preciso. Essa simboleggia la musica (suoni d’acqua o di meccanismi in movimento) ed è stata installata vicino all’Institut de recherche et coordination acoustique/musique (Ircam).
Il Centre Pompidou: un museo multidisciplinare
Il Centre Pompidou è multidisciplinare. Possiede 120.000 opere nei seguenti ambiti:
Architettura
Arti grafiche
Biblioteca
Cinema
Design
Disegno
Mobilio
Multimedia
Musica
Pittura
Fotografia
Scultura
Arti dello spettacolo
Urbanistica
Il museo Pompidou dedicato al XX e XXI secolo
È la più grande esposizione di arte moderna e contemporanea d’Europa:
Fauvisme (XX)
Cubismo (XX)
Modernismo (XX)
Espressionismo (XX)
Futurismo (XX)
Dadaismo (XX)
Surrealismo (XX)
Astrazione (XX)
Movimento (XX)
Contemporaneo (XX - XXI)
Prestate da musei di tutto il mondo, queste opere maestose sono tornate a Parigi per un nuovo tour battezzato #PompidouVIP (Very Important Pieces), che offre al pubblico un viaggio alla scoperta degli artisti più iconici dei secoli XX e XXI.
Attraverso questa passeggiata tra le collezioni esposte ai livelli 4 e 5 del museo, il Centre Pompidou offre al pubblico un’esperienza immersiva che ripercorre il filo delle ricerche formali ed estetiche fondanti dell’arte moderna e contemporanea.
Il Centre Pompidou: una mappa interattiva per non perdersi!
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