Museo dell'Uomo e centro di ricerca sul passato e sul futuro
Museo dell’Uomo: un museo-laboratorio
Il nuovo Museo dell’Uomo, inaugurato il 15 ottobre 2015, rimane fedele al progetto iniziale del suo fondatore, Paul Rivet, poiché, nello stesso edificio – l’ala Passy del palazzo di Chaillot –, associa, come la Cité de l’architecture situata nell’altra ala, un centro di ricerca e di insegnamento e un museo, che comprende:
un percorso di scoperta interattivo permanente (esposizione permanente) e mostre temporanee (una all’anno su un tema dato);
due dipartimenti scientifici del Museo: « Preistoria e Uomini », « Natura e Società »;
attività didattiche;
una biblioteca di ricerca, in parte trasferita al museo del Quai Branly, che rimane un luogo di ricerca nel campo delle scienze umane. Offre al pubblico un accesso diretto alla « scienza in divenire » attraverso un contatto diretto con la comunità di scienziati e ricercatori.
Il Museo dell’Uomo nell’ala Passy del palazzo di Chaillot
Situato nell’ala Passy del palazzo di Chaillot, il museo propone uno sguardo appassionante e illuminante su noi stessi, sulla nostra storia e sul nostro futuro.
I 2 500 m² della spettacolare Galleria dell’Uomo, cuore del museo, valorizzano le collezioni permanenti – tra le più ricche al mondo in antropologia e paleontologia.
La ciliegina sulla torta: impossibile andarsene senza aver ammirato la veranda Davioud, testimonianza del vecchio palazzo costruito nel 1878, e la magnifica vista sui giardini del Trocadéro e sulla torre Eiffel.
Le collezioni del Museo dell’Uomo
Il Museo dell’Uomo ospita una collezione nazionale di antropologia e preistoria unica al mondo. Essa testimonia l’emergere e lo sviluppo delle scienze dell’uomo nel XIX secolo, con una ricchezza eccezionale di pezzi notevoli relativi alle origini della nostra specie o all’apparizione dei primi comportamenti simbolici, e rimane ancora oggi alla base della ricerca attuale.
Le collezioni del Museo dell’Uomo figurano tra le più ricche al mondo nel loro ambito. Comprendono:
700 000 reperti preistorici di grande diversità geografica e cronologica;
100 000 reperti etno-biologici che coprono i rapporti dell’uomo con il mondo animale e vegetale;
30 000 reperti antropologici, campioni e rappresentazioni del corpo umano che testimoniano la diversità e l’unità dell’uomo moderno;
6 000 reperti etnologici che illustrano l’appropriazione della natura da parte delle società umane, la maggior parte di questa sezione essendo stata trasferita al museo del Quai Branly.
Essi sono classificati in:
Anatomia
Antropologia
Archeologia
Fossili
Storia
Minerali
Preistoria
Scienze naturali
Scheletri
La parte espositiva del Museo dell’Uomo
Il Museo dell’Uomo propone una grande esposizione permanente, la Galleria dell’Uomo, su circa 2 500 m², strutturata in tre parti:
Chi siamo?
Da dove veniamo?
Dove andiamo?
La prima parte interroga l’identità dell’Uomo, in quanto specie omogenea derivante da un cespuglio evolutivo, che ha sviluppato una grande diversità di modi di vita e di organizzazioni sociali, sotto l’influenza di ambienti vari.
La seconda parte è dedicata all’emergere storico della specie umana, dai primi fossili riconosciuti come facenti parte della storia umana (poco meno di dieci milioni di anni) fino al periodo neolitico, quando l’Uomo inizia a domesticare il proprio ambiente.
La terza parte mostra come questa nuova relazione della specie umana con la natura sia evoluta a causa dell’aumento esponenziale della demografia umana a partire dal XIX secolo, e pone le questioni che la specie umana affronta nella sua situazione attuale e nel suo prossimo futuro.
Il museo presenta ogni anno anche una mostra temporanea su temi sociali legati all’Uomo, alle sue origini e al suo futuro. La mostra temporanea di riapertura, « Cronache di un Rinascimento », è stata concepita per accompagnare il pubblico alla scoperta del nuovo museo e dei retroscena della sua ristrutturazione.
La mostra « Néandertal, l’expo » si è tenuta dal 28 marzo 2018 al 7 gennaio 2019.
La mostra « Mango quindi sono » era aperta dal 16 ottobre 2019 al 31 agosto 2020.
La ricerca scientifica al Museo dell’Uomo
Fin dalla sua creazione nel 1937, identificato come luogo di riferimento sulla storia dell’Uomo, il Museo dell’Uomo si avvale di équipes di ricercatori in antropologia, genetica, preistoria ed etnologia di fama internazionale, che lavorano su questi temi privilegiando approcci sia multidisciplinari che cronologici.
Negli ultimi due piani, accanto alla biblioteca di ricerca, i nuovi laboratori del Centro di ricerca sull’evoluzione e sulle società dell’Uomo formano un complesso di 115 uffici raggruppati in un unico blocco, che ospitano 150 ricercatori. Sono attrezzati per:
l’analisi genetica del DNA moderno e antico;
la datazione e la caratterizzazione dei materiali archeologici;
l’acquisizione e l’analisi di dati di imaging nonché la modellazione 2D/3D di resti umani e faunistici, di manufatti litici o simbolici (ornamenti e oggetti d’arte);
la catalogazione di repertori musicali e video.
Adottando un approccio decisamente multidisciplinare sull’Uomo, originale tra i musei europei, il nuovo Museo dell’Uomo ribadisce il suo concetto fondante di museo-laboratorio, al crocevia tra scienze naturali e scienze umane, con l’obiettivo di restituire al pubblico-cittadino i risultati delle ricerche in corso al cuore dell’istituzione.
Organizzazione amministrativa e accademica
In qualità di istituto di ricerca posto sotto la tutela congiunta del Ministero dell’Istruzione nazionale, del Ministero dell’Istruzione superiore e della Ricerca e del Ministero della Transizione ecologica, il Museo dell’Uomo riuniva fino alla riforma del 2001 tre laboratori del Museo nazionale di storia naturale:
il laboratorio di Antropologia biologica,
il laboratorio di Preistoria
e il laboratorio di Etnologia.
Da allora, nuove unità di ricerca sono state sviluppate all’interno dei dipartimenti Preistoria e Uomini, Natura e Società, nonché nei laboratori di analisi di genetica umana o di mineralogia (caratterizzazione dei materiali litici preistorici).
I temi principali sono l’adattamento della specie umana ai suoi ambienti, la preistoria nel mondo, l’arte parietale, l’antropologia biologica e l’ecologia umana, la genetica delle popolazioni umane e la storia degli insediamenti, nonché l’adattamento culturale all’ambiente.
Il Centro di ricerca sull’evoluzione umana (CREH) incarna le quattro vocazioni del Museo nazionale di storia naturale: conservazione delle collezioni, ricerca fondamentale, insegnamento superiore e diffusione delle conoscenze. Raccoglie diverse unità miste del CNRS e propone formazioni di livello master e dottorato nell’ambito del master e della scuola di dottorato del Museo nazionale di storia naturale.