Rue des Francs-Bourgeois, così chiamata in riferimento a un ospedale per «poveri borghesi» nel 1334
La via dei Franchi Borgesi a Parigi collega la place des Vosges all’incrocio tra rue Rambuteau e rue des Archives. Questa strada separa in parte il III e il IV arrondissement di Parigi: i numeri dispari appartengono al IV e quelli pari al III.
La via dei Franchi Borgesi, nel cuore del Marais
La via dei Franchi Borgesi attraversa il quartiere storico del Marais, lungo il tracciato dell’antica cinta muraria di Philippe Auguste. Passeggiarvi offre l’occasione per una bella passeggiata. Il visitatore può ammirare le facciate dei sontuosi hôtel particuliers (Soubise, Rohan-Strasbourg… – vedi sotto), visitare gli Archives nationales e i loro giardini, il museo Carnavalet (o il museo Picasso, anch’esso incluso nel percorso…). Costellata di negozi, bar e ristoranti, è una strada animata dove si scoprono anche numerose insegne dedicate al profumo.
Da dove deriva l’originale denominazione della strada?
Questa via dei Franchi Borgesi esisteva già nel XIV secolo con il nome di « rue des Pouliés » a causa dei tessitori insediatisi e soprattutto dei loro telai. Assunse l’attuale denominazione dopo la fondazione, nel 1334, di « hôtels-Dieu » i cui occupanti, esentati dalle tasse per le loro modeste risorse, erano chiamati « francs-bourgeois ». Uno di essi portava il nome di « Maison des Francs-Bourgeois ». Si trattava di un ospedale per borghesi indigenti. Venne ampliato nel 1545 e diversi tratti assunsero nomi diversi. Naturalmente, durante la Rivoluzione, fu temporaneamente ribattezzata « rue des Francs Citoyens ».
Infine, se in origine la via dei Franchi Borgesi andava dalla rue Vieille-du-Temple alla rue Payenne, sotto il Secondo Impero il suo nome fu definitivamente attribuito alle strade che la prolungavano e le cui denominazioni scomparvero così tra la rue des Archives e la rue de Turenne nonché alla place des Vosges.
Per lungo tempo, gli hôtel particuliers e gli edifici che costeggiano la via ospitarono laboratori e industrie, rendendola poco gradevole da frequentare. Oggi la via dei Franchi Borgesi è un’arteria molto commerciale, costellata di numerose boutique di moda di alta gamma.
Edifici notevoli della via dei Franchi Borgesi
Da segnalare: la numerazione di questa via inizia dal n° 1 lato place des Vosges e termina al n° 60 all’angolo con la rue des Archives (dove si trova il Musée des Archives nationales – Hôtel de Soubise).
N° 1: l’edificio attuale è recente (1929), ma occupa il sito di un padiglione costruito nel 1607 sul retro della place des Vosges, classificato monumento storico il 22 settembre 1922 insieme all’intero complesso della place des Vosges.
N° 2: edificio della fine del XVII secolo, modificato verso il 1800.
N° 3 a 19 (lato dispari): case del XVII secolo.
N° 8: Hôtel d’Argouges, prima metà del XVII secolo. Una targa commemorativa indica che fu la residenza di Louis Daniel Beauperthuy durante i suoi studi.
N° 12: sede della caserma dei Franchi Borgesi, occupata dalla gendarmeria.
N° 14: a partire da febbraio 1794, al ritorno da Bordeaux, qui abita il rivoluzionario Jean-Lambert Tallien.
N° 24: Isidore Kargeman, uno degli Enfants d’Izieu, vi vive con il padre Szlama Krgeman e la madre Sonia Kargeman. Tutti e tre vengono deportati ad Auschwitz, dove vengono assassinati.
N° 26: Hôtel Mortier de Sandreville, detto anche « hôtel Mortier », « hôtel Sandreville » o « hôtel Le Meyrat »: costruito nel 1585, rimaneggiato nel 1767, classificato come monumento storico dal 1981.
N° 29 bis e 31: Hôtel d’Albret. La prima pietra di questo edificio viene posata dal connestabile Anne de Montmorency verso il 1550. Diventa proprietà di Henri du Plessis-Guénégaud e viene trasformato sotto la direzione di François Mansart. Guénégaud lo offre al cognato, César Phœbus d’Albret. Nel 1700, la facciata viene rifatta nello stato attuale da Vautrain. Alla fine del XVIII secolo, l’hotel viene trasformato in manifattura di lampade. Acquistato dal Comune di Parigi nel 1989, viene restaurato e ospita da allora la sede del Dipartimento delle questioni culturali del Comune di Parigi.
N° 30: Hôtel d’Alméras.
N° 33: Hôtel Barbes, ex hôtel Seré, risalente al XVII secolo. L’edificio su strada viene demolito nel 1868 e sostituito da un edificio arretrato rispetto alla via, secondo l’allineamento deciso in quell’epoca. Il fabbricato retrostante, che confina con l’attuale Jardin des Rosiers, rischia di essere demolito nel 1961, ma viene salvato grazie a una petizione degli Amis du Marais.
N° 34 e 36: Hôtel de Poussepin, Centro culturale svizzero,
N° 35 e 37: Hôtel de Coulanges e Maison de l’Europe di Parigi. Il giardino dei Rosiers – Joseph-Migneret è accessibile dal corridoio della Maison de l’Europe a questi numeri civici.
38: ingresso dell’impasse des Arbalétriers con una targa storica che ricorda l’assassinio di Luigi d’Orléans nel 1407.
N° 39: la Société des Cendres (1866), una fonderia dove venivano recuperati i metalli preziosi provenienti dai rifiuti di orefici e gioiellieri. Ristrutturata nel 2014 in negozio di abbigliamento. Nel seminterrato, un piccolo museo espone alcuni elementi dell’impianto originario (utensili, mole e macchinari). Un camino alto 35 metri, situato al centro del negozio ma invisibile dalla strada, è stato anch’esso conservato. L’opera La Société des cendres (ed. Studyrama, 2014) ripercorre la storia del sito.
N° 44: Hôtel Hérouet (all’angolo con la rue Vieille-du-Temple), ex proprietà di Jean Hérouet.
47: ubicazione degli ex hôtel Le Noirat e de Ligny, demoliti nel 1939 e sostituiti dall’attuale edificio in mattoni rossi, opera dell’architetto Henri Bans.
51: per accedere agli ingressi A, B, C e D del loro immobile, i residenti devono percorrere un vicolo ad angolo che va dalla rue de l’Abbé-Migne alla rue des Blancs-Manteaux.
53: ingresso nord della chiesa Notre-Dame-des-Blancs-Manteaux
54: Hôtel de Jaucourt, oggi occupato dal servizio interministeriale degli Archivi di Francia.
N° 55 e 57: monte di pietà (Credito municipale di Parigi), installato su una parte del convento dei Blancs-Manteaux, nel luogo in cui sorgeva una parte delle mura di Filippo Augusto. Una torre, detta « torre Pierre-Alvart », è visibile dall’ingresso del N° 57 bis.
56: casa Claustrier, costruita su progetto di Mansart de Sagonne, e hôtel Fontenay, occupato dal servizio interministeriale degli Archivi di Francia.
N° 58: Hôtel Le Tonnelier de Breteuil, risalente al 1626, annesso all’hôtel de Soubise nel 1862.
N° 58 bis: Hôtel d’Assy, ex hôtel Marin de la Châtaigneraie, del 1701, anch’esso annesso all’hôtel de Soubise.
N° 60: Hôtel de Soubise (Archivi nazionali).