Ambasciata degli Stati Uniti in Francia

L’ambasciata degli Stati Uniti in Francia è la rappresentazione diplomatica degli Stati Uniti d’America presso la Repubblica francese. Si trova in avenue Gabriel 2, nell’8° arrondissement di Parigi. È circondata dagli Champs-Élysées, dalle avenue Gabriel e da rue Boissy-d’Anglas, oltre che dall’angolo nord-est di place de la Concorde. È vicina anche all’hotel de Crillon (5*) e al palazzo dell’Eliseo.

Rappresentazione diplomatica degli Stati Uniti in Francia dal 1779

La Francia fu il primo paese a riconoscere (e sostenere finanziariamente) gli Stati Uniti, allora in guerra contro il Regno Unito. Il primo rappresentante statunitense fu Benjamin Franklin (1779-1785), uno dei negoziatori dell’indipendenza americana, che trattò con la Francia di Luigi XVI già dal 1776. Gli succedettero grandi figure dell’indipendenza americana: John Adams, Thomas Jefferson e James Monroe.
Questo periodo fu seguito da 29 ministri plenipotenziari fino al 1893, e poi da 39 ambasciatori plenipotenziari in Francia. Dal 2022 l’ambasciatrice è la signora Denise Campbell Bauer.

L’ambasciata degli Stati Uniti a Parigi fino al 1932

Dalla sua installazione in Francia, l’ambasciata ha cambiato sede una decina di volte. Un decreto del Congresso nel 1926 autorizzò nel 1928 l’acquisto dell’immobile situato all’angolo nord-ovest di place de la Concorde: l’hôtel Grimod de La Reynière. Maltenuto e più volte modificato con aggiunte poco armoniose, soprattutto nel XIX secolo, fu demolito nel 1932.
Poco dopo, la commissione incaricò lo studio di architetti newyorkesi Delano & Aldrich di progettare un edificio in armonia con lo stile architettonico impresso alla piazza dall’architetto di Luigi XV, Jacques-Ange Gabriel.
Il nuovo edificio avrebbe dovuto rispondere visivamente all’hôtel Saint-Florentin, situato dall’altro lato della piazza, nell’angolo nord-est, e di proprietà della famiglia Rothschild. Quest’ultimo era stato requisito durante la guerra per ospitare la marina tedesca, poi restituito dopo il conflitto e affittato al governo statunitense nel 1948.

La nuova ambasciata degli Stati Uniti costruita nel 1932

Nel 1932, durante il discorso per la posa della prima pietra, l’ambasciatore Walter Evans Edge vide in questa complementarità architettonica un simbolo dell’armonia franco-americana: « Quando questo edificio sarà completato, porterà a compimento i progetti di Jacques-Ange Gabriel, architetto di Luigi XV, contribuendo così alla simmetria e alla perfezione del cuore romantico di Parigi, place de la Concorde. Possa esso anche […] contribuire alla perfezione e alla simmetria delle relazioni franco-americane. »
Tutti i servizi direttamente collegati all’ambasciata e al consolato sono riuniti in avenue Gabriel 2, che ha anche utilizzato l’hôtel Saint-Florentin (dove morì Talleyrand nel 1838), acquistato dagli Stati Uniti nel 1950. Qui ha sede anche il centro George C. Marshall, ospitato dal 2008 in condivisione con lo studio legale Jones Day.
Nel 2021 l’ambasciata contava quasi 600 dipendenti. Prima della pandemia di Covid-19 riceveva 3.000 visite di americani all’anno, di cui 100-150 di personalità importanti.
Dal 2005 l’ambasciata è sormontata da una stazione di spionaggio delle telecomunicazioni poco estetica, appartenente allo Special Collection Service, come molte altre ambasciate statunitensi nel mondo.

Le relazioni diplomatiche tra Francia e Stati Uniti

Le relazioni diplomatiche tra i due paesi non si sono mai interrotte sin dai tempi di Benjamin Franklin. Anche durante i numerosi cambi di regime in Francia (le cinque Repubbliche, i due Imperi, la Restaurazione, la monarchia borbonica e la monarchia di luglio), con l’eccezione del periodo tra novembre 1942 e ottobre 1944.

Dopo la creazione del governo di Vichy (conferimento dei pieni poteri al maresciallo Pétain il 10 luglio 1940), gli Stati Uniti riconobbero tale governo e arrivarono addirittura a offrire al maresciallo un’automobile (una Pontiac) per i suoi spostamenti quotidiani.
L’ambasciatore William D. Leahy (1941-1942) fu richiamato nel maggio 1942, e l’ambasciata degli Stati Uniti fu posta sotto la direzione di Somerville Pinkney Tuck, con il titolo e la funzione di incaricato d’affari, fino all’8 novembre 1942. A quella data, in seguito allo sbarco delle forze americane in Nordafrica, le relazioni diplomatiche tra i due paesi furono interrotte.

Durante questo periodo, gli Stati Uniti non stabilirono alcun contatto né riconobbero le strutture poste sotto l’autorità del generale de Gaulle dal 1940 al 1944. Si sa che il presidente Roosevelt preferiva il generale Giraud, più conciliante.
Le relazioni diplomatiche tra Francia e Stati Uniti furono ristabilite solo il 23 ottobre 1944. La presentazione delle lettere credenziali al nuovo ambasciatore statunitense in Francia, Jefferson Caffery, avvenne alla presenza del generale de Gaulle, all’epoca presidente del Governo provvisorio della Repubblica francese.

Diversi siti appartenenti al governo federale statunitense.

Hôtel de Pontalba – residenza dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Francia (41, rue du Faubourg-Saint-Honoré, 8° arrondissement, Parigi)
Delegazione permanente degli Stati Uniti presso l’OCSE (12, avenue Raphaël, 16° arrondissement, Parigi)
Centro americano della cultura e delle arti (34, avenue de New-York, 16° arrondissement, Parigi)
Biblioteca americana di Parigi (10, rue du Général-Camou, 7° arrondissement, Parigi)
Fondazione americana della Cité internationale universitaire di Parigi (15, boulevard Jourdan, 14° arrondissement, Parigi)
L’Hôtel Saint-Florentin (2, rue Saint-Florentin, 1° arrondissement) appartiene anch’esso al governo federale statunitense. Fino alla primavera del 2007 vi avevano sede la sezione consolare, la sezione affari pubblici, l’Internal Revenue Service (IRS) e l’Ufficio di cooperazione militare (ODC), ora situati in 2, avenue Gabriel. Oggi ospita il Centro George C. Marshall e, dal 2008, lo studio legale Jones Day.