Percorsi delle fogne di Parigi e loro museo: le fogne in azione
Gli Egouts di Parigi e il loro museo, poco conosciuti ma particolarmente istruttivi. Si tratta di uno dei musei della città di Parigi. Si trova sotto l’esplanade Habib-Bourguiba, di fronte al 93 quai d’Orsay, al livello del pont de l’Alma, nel VII arrondissement di Parigi.
Gli Egouts di Parigi e il loro museo, che si trova a 500 m dalla torre Eiffel, sulla stessa sponda, e a 100 m da place Diana (bisogna attraversare il pont de l’Alma). È proprio sulla place Diana che è stata collocata la Fiamma della Libertà. È anche in questo luogo che si è verificato l’incidente mortale della principessa Diana.
Attraversando il pont de l’Alma e sporgendovi sul quai, noterete anche la statua dello Zouave, la cui fama è legata alle piene della Senna a Parigi sin dal 1910.
Storia delle origini degli Egouts di Parigi e del loro museo
La storia degli Egouts di Parigi è strettamente legata a quella della città.
Alla fine del XVIII secolo, l’egout non era che un semplice collettore a cielo aperto e la capitale era invasa dalle malattie. Nel corso del XIX secolo, grazie ai progressi tecnici, gli egouts si trasformarono gradualmente in una rete sapientemente progettata sotto la città, in un sistema unitario e a gravità. Parigi cominciò così a respirare e a svilupparsi.
Fin dal XVIII secolo, il tasso di mortalità a Parigi era il più alto di Francia, e all’inizio del XIX secolo la capitale soffriva ancora di una grave carenza igienica. A Parigi, le fogne straripavano spesso nelle strade ingombre di ogni sorta di immondizie.
È facile comprendere come si siano susseguite le epidemie di colera nella capitale, nel 1832, 1849 e 1884.
I Parigini bevevano un’acqua spesso malsana, poiché le falde freatiche e i pozzi erano contaminati dalle fosse biologiche e dalle acque reflue riversate nelle strade o nella Senna. Eppure, all’epoca, il ruolo dell’acqua nella trasmissione delle malattie non era ancora chiaramente stabilito.
Tra quanti hanno dato forma alle fogne di Parigi, Eugène Belgrand occupa un posto particolare. Politecnico e ingegnere dei Ponti e delle Strade, appassionato di idrologia, nel 1854 fu chiamato dal prefetto Haussmann a dirigere il servizio idrico di Parigi.
L’ingegnere realizzò captazioni di sorgenti che, a partire dal 1865, fornirono acqua potabile alla città. Questo nuovo sistema, insieme alle acque non potabili utilizzate per l’irrigazione dei parchi, dei giardini e delle strade, transitava attraverso le fogne. Ma il suo lavoro non si fermò qui: quell’acqua pura doveva essere distribuita e poi recuperata una volta utilizzata.
Già nel 1833, ben prima dell’inizio dei grandi lavori haussmanniani, i sampietrini delle strade tradizionali iniziarono a lasciare spazio ai primi lastroni bombati. Questi erano dotati di due canaletti laterali che raccoglievano l’acqua utilizzata per la pulizia delle strade, versata due volte al giorno da oltre mille fontanelle.
Nello stesso anno, comparve sotto la città la prima rete razionale di fognature: questa permetteva di convogliare sia le acque di pulizia che quelle piovane.
Dal 1868 fino all’inizio del XX secolo, l’irrigazione dei terreni agricoli con acque reflue era una pratica diffusa. Questo metodo consentiva di depurare le acque e al contempo di fertilizzare i suoli.
Nello stesso periodo, sempre più edifici vennero dotati di sistemi di smaltimento: il volume di acque reflue da convogliare verso i campi di spandimento aumentava notevolmente, mentre la superficie di questi terreni disponibili diminuiva rapidamente a causa dell’urbanizzazione crescente. A ciò si aggiungevano i rischi sanitari evidenziati dagli igienisti, nonché la concorrenza dei fertilizzanti chimici. Di conseguenza, lo spandimento fu progressivamente abbandonato nel corso del XX secolo.
Lo sviluppo della rete fognaria di Parigi dal XIX secolo
Nel 1833 venne creata la prima rete fognaria razionale per raccogliere le acque piovane e quelle derivanti dalla pulizia delle strade, scaricate dalle fontane.
Le fognature permis a poco a poco all’acqua di circolare sotto la città, che, crescendo, « respirava »: i suoi rifiuti venivano evacuati attraverso questa rete sotterranea, la quale portava le acque reflue verso i campi di spargimento per fertilizzare le colture intorno alla capitale.
1865: l’acqua pura captata alla sorgente circola nella rete e viene distribuita a Parigi, insieme a un’acqua non potabile per annaffiare i parchi e pulire le strade.
Nel 1867, in occasione dell’Esposizione universale, il grande pubblico poté visitare le fognature di Parigi in gallerie la cui altezza era stata aumentata per facilitare il lavoro degli uomini.
Nel 1894, le fognature di Parigi, rete unificata, evacuavano le materie solide insieme alle acque reflue e alle acque di scorrimento. L’irrigazione con le acque reflue fu sempre più utilizzata, fino al 1909, anno in cui cominciò a declinare.
All’inizio del XX secolo, mentre le acque reflue transitavano insieme alle acque piovane nel collettore principale, le fognature ospitavano anche le reti dell’acqua potabile, dell’acqua non potabile, dell’aria compressa… Vi circolava persino una parte della corrispondenza grazie all’invio di pneumatici! Oggi la rete ospita 141.259 km di fibre ottiche per offrire ai Parigini una connessione Internet in fibra ottica molto veloce.
La rete fognaria parigina non ha mai smesso di estendersi: dai 23 km del 1806, contava 1.000 km alla fine del XIX secolo per raggiungere oggi i 2.600 km.
Prima del museo, la visita organizzata negli stessi sotterranei
Molto prima della creazione del museo, erano già organizzate visite delle fogne di Parigi. Già nel 1867, anno di una delle Esposizioni universali, queste visite conobbero un successo strepitoso.
E non c'è da stupirsi: un luogo sotterraneo, nascosto a chi vive in superficie! Le fogne di Parigi alimentano costantemente l'immaginazione degli abitanti della capitale e degli artisti.
Nel 1867, la “passeggiata” nelle fogne di Parigi era guidata dagli stessi spazzini. Si svolgeva in barca o su un furgone. Un'uscita molto ambita (di moda!), che attirava un pubblico variegato: teste coronate, mondani in cerca di emozioni forti, senza dimenticare gli ingegneri in missione di studio. Tutti potevano così scoprire la modernità della capitale francese e il suo funzionamento sotterraneo.
Due mercoledì al mese, tra Pasqua e ottobre, una delle visite più richieste di Parigi aveva luogo: quella delle fogne. Durava quasi un'ora, da Châtelet a Madeleine passando per la Concorde, attraverso i collettori Sébastopol e Rivoli nonché il collettore di Asnières.
Durante la prima parte del percorso, le donne prendevano posto su una barca, gli uomini seguivano a piedi, poi tutti si accomodavano su una vettura-gondola con sedili comodi, spinta da quattro spazzini in tute bianche.
Nel 1906, la trazione divenne elettrica. Il percorso si svolgeva in entrambe le direzioni e il cambio avveniva a Châtelet. Ogni convoglio accoglieva circa un centinaio di visitatori, che ammiravano le ampie gallerie, illuminate e quasi prive di odori.
Nel 1913, l’aspetto didattico della visita fu sviluppato grazie a numerosi pannelli che illustravano il bacino di dissabbiatura o la deviazione del collettore, l’acqua nella valvola, gli orologi pneumatici e altro ancora.
Dopo la Seconda guerra mondiale, l’ingresso per la visita degli scarichi si trovava in place de la Concorde: il percorso portava alla Madeleine dopo una breve incursione nel collettore di rue Royale.
Le visite sono ora organizzate il giovedì, due volte al mese a maggio e giugno, ogni settimana dal 1° luglio al 15 ottobre e l’ultimo sabato di ogni mese. I visitatori sono ammessi nei limiti dei posti disponibili, senza possibilità di prenotazione, e all’uscita è richiesto il pagamento di un diritto d’ingresso.
La nascita degli Scarichi di Parigi e il loro museo
Nel 1975 nasce il Museo degli Scarichi. Da allora, un museo ripercorre la storia degli scarichi di Parigi, dei loro attrezzi e delle loro macchine. Situato nell’“usina Alma”, all’inizio del sifone degli scarichi sotto la Senna, nel cuore di un sito ancora in attività. I visitatori possono percorrere 500 metri di gallerie, accompagnati dagli spazzini. Rinnovato una prima volta nel 1989, il museo accoglie circa 100.000 visitatori all’anno.
Nell’estate del 2018, la Visite Pubblica delle Fognature chiude al pubblico per una completa ristrutturazione del percorso. Viene riaperta il 23 ottobre 2021, completamente ripensata.
Le fogne di Parigi e il loro museo rinnovato: lo svolgimento della visita
Il museo è dedicato alle fogne di Parigi, da Hugues Aubriot, prevosto di Parigi che nel 1370 realizzò la prima fogna voltata parigina in rue Montmartre, fino ai giorni nostri. Passando ovviamente per Eugène Belgrand, ingegnere del XIX secolo artefice dell’attuale rete fognaria. Il museo illustra anche il lavoro degli operatori delle fogne della Città di Parigi e la depurazione delle acque.
Preparatevi a una visita fuori dal comune: scoprirete le fogne in azione, così come le realizzazioni industriali legate al loro funzionamento.
La galleria fotografica
Consultate la pianta del museo nella galleria fotografica a destra. Sono inoltre proposte visite guidate gratuite (vedi sotto).
La sequenza di approccio
Una sequenza di approccio che colloca il museo attraverso i primi indizi urbani, indissolubilmente legati al fiume e alla capitale. Un edificio trasparente in superficie segna l’ingresso di questo museo sotterraneo.
Discesa nelle gallerie
Poi, dopo l’immersione nelle gallerie tramite ascensore, uno spazio permette ai visitatori, già all’accesso sotterraneo, di orientarsi nel tempo e nello spazio e di scoprire la città sotto la città.
Il sito industriale
Prima di scoprire il sito industriale, il pubblico attraversa una prima parte in cui gli vengono fornite le chiavi per comprendere il sistema delle fogne parigine.
Percorso nelle gallerie attive
Il visitatore segue poi le orme dello spazzino delle fogne. Nelle gallerie attive, il percorso si articola intorno a due grandi anelli: il primo in cui il visitatore scopre le principali attività di pulizia e manutenzione delle fogne. Nel secondo anello, il visitatore prende conoscenza delle sfide legate alla regolamentazione e al trattamento delle acque per l’ambiente e l’ecologia.
Le tappe della storia delle fogne di Parigi
Tornato nelle gallerie del museo, il visitatore scopre una presentazione delle principali tappe della storia dell’igiene a Parigi. Essa mette in luce le sfide tecniche e sociali e aiuta a comprendere l’evoluzione, fino alle questioni ambientali della nostra epoca moderna, divenute essenziali.
Scenografia
Di fronte all’esposizione, si svelano i mestieri e gli uomini che ogni giorno fanno funzionare le fogne. La scenografia valorizza l’evoluzione di queste professioni che garantiscono il comfort e la sicurezza degli abitanti e contribuiscono a preservare l’ambiente naturale.
Modelli e collezioni
Infine, la galleria Aubriot diventa una galleria di studio, che ospita parte dei modelli della collezione. Questi modelli illustrano il genio tecnico e rappresentano una preziosa testimonianza della cultura dei lavoratori delle fogne.
Sono inoltre proposte visite guidate gratuite
Partenza ogni ora in base al numero di visitatori e alla disponibilità degli agenti
Punto di ritrovo all’inizio del percorso.
Nessuna prenotazione necessaria.
Durata della visita guidata: circa 45 minuti.
Lo sapevate? Nel 1984, un coccodrillo fuggì da una riserva e si rifugiò nelle fogne parigine, ma le autorità non impiegarono molto tempo a catturarlo.