Busto e square Dalida – Omaggio alla cantante popolare a Montmartre
Il busto e la piazza Dalida sono un omaggio alla cantante che visse a pochi metri di distanza tra il 1962 e il 1987. Divenne una figura di spicco di Montmartre e il suo ricordo è ancora vivo nella memoria collettiva degli abitanti, che ne parlano con emozione. Dalida amava il quartiere della collina di Montmartre. Un altro tributo le è stato reso con il millesimo 1996 del Clos Montmartre: questo vino porta il suo nome.
Dalida riposa a poche centinaia di metri da lì, nel cimitero di Montmartre.
La Piazza Dalida
Montmartre rese omaggio a Dalida per la prima volta quasi dieci anni dopo la sua scomparsa. La città le dedicò un luogo all’incrocio tra rue de l’Abreuvoir, rue Girardon e allée des Brouillards, a due passi dalla sua ex dimora al 11 bis di rue d’Orchampt. Questo incantevole angolo è diventato la piazza Dalida per decreto municipale del 5 dicembre 1996.
Il busto di Dalida
Pochi mesi dopo, il 24 aprile 1997, in occasione dell’anniversario della sua morte, fu inaugurato un busto a sua immagine. Questo bronzo elegante e sensuale è firmato da Aslan (1930-2014), nome d’arte di Alain Gourdon, che lo prese in prestito dal nonno di origine armena. Celebre per le sue figure femminili e i ritratti di celebrità, rappresentò Marianne in due occasioni, ispirandosi prima ai tratti di Brigitte Bardot nel 1968 e poi a quelli di Mireille Mathieu nel 1978. È inoltre autore di famosi busti del generale de Gaulle, di Alain Delon e di Georges Pompidou.
Il successo artistico di Dalida fu tale che non sorprende che la sua statua sia diventata un luogo di pellegrinaggio sulla collina di Montmartre. Oggi, turisti da tutto il mondo perpetuano la leggenda con un rituale insolito che non sempre convince gli abitanti, che lo considerano una facezia e un’inconvenienza. Levigato da ripetuti omaggi, il bronzo presenta una patina consumata al livello del petto. Accarezzare i seni di metallo porterebbe fortuna, soprattutto in amore. L’origine di questa nuova tradizione rimane incerta.
Busto e piazza Dalida per una cantante popolare di Montmartre
Busto e piazza Dalida per colei che, civilmente, si chiamava Yolanda Gigliotti. Nata al Cairo nel 1933 e scomparsa nel 1987, aveva fatto di Montmartre il suo quartiere prediletto. Nel 1962 aveva acquistato una bella dimora al 11 bis di rue d’Orchampt. Qui Dalida morì il 3 maggio 1987. Riposa nel cimitero di Montmartre (Clicca su «La tomba di Dalida, ultima dimora della cantante dal destino tragico»).
La carriera eccezionale di Dalida
Nel 1951 debuttò al cinema in Egitto, ma decise di trasferirsi in Francia, dove arrivò il 25 dicembre 1954. Sperava di sfondare nel cinema, ma si rese presto conto che le sue umili origini non pesavano poco agli occhi dei produttori francesi. Si dedicò allora alla canzone.
Si presentò a un concorso per dilettanti, «Les Numéros 1 de demain», organizzato all’Olympia il 9 aprile 1956. Erano presenti Eddie Barclay, giovane produttore discografico, e Lucien Morisse, direttore dei programmi di Europe 1. Quest’ultimo, affascinato dal fascino orientale di Dalida, la convocò nei suoi uffici di rue François-Ier e prese in mano la sua carriera.
Il suo primo disco non ebbe successo. Ma nell’ottobre 1956, Lucien Morisse credette di aver trovato il brano di successo di Dalida: *Bambino*, versione francese di *Guaglione*. *Bambino* ottenne un immenso successo in Francia e rimase in vetta alle classifiche di vendita per diverse settimane. Sostenuta da questo trionfo, Dalida condivise qualche settimana dopo lo stesso palco dell’Olympia come prima parte dello spettacolo di Charles Aznavour, per poi essere la star americana accanto a Gilbert Bécaud.
Nel dicembre 1957 incide *Gondolier*, che mantiene la cantante in vetta alle classifiche in Francia, ma anche in Vallonia e in Québec. Pochi mesi dopo registra *Dans le bleu du ciel bleu*, un altro grande successo che raggiunge il primo posto nelle hit parade francesi. Nel corso degli anni, la sua carriera continuerà a brillare sulle scene di Francia e all’estero.
La vita di Dalida: drammi e delusioni
Dotata di una voce calda e sensuale, di registro contralto, con un lieve accento italiano e un talento interpretativo fuori dal comune, Dalida ha attraversato mode e correnti musicali. Fu una delle prime artiste in Francia a cimentarsi nel genere disco.
Ha inciso oltre 700 canzoni in più lingue e venduto circa 120 milioni di dischi in vita. Eppure, questo immenso successo non ha risparmiato la donna, grande amante dal destino tragico.
La sua vita privata è stata segnata da una serie di drammi e delusioni sentimentali. Molti dei suoi compagni o amici si sono tolti la vita. Dalida diceva di « portare sfortuna agli uomini che ama ». Si è separata da altri, sposati.
Il suo impegno politico a favore di François Mitterrand non le ha nemmeno valso riconoscimenti. Divise il suo pubblico. Ma l’amicizia con il presidente Mitterrand – che dopo la sua elezione non si interessò più a lei – sembra interrompersi nel 1983.
Questa sequenza di sventure gettò Dalida nella depressione e, probabilmente, nella morte. La sua straordinaria carriera purtroppo non bastò a riconciliarla con se stessa né a gettare un velo salvifico sulla sua vita privata caotica, fatta di drammi e sofferenze.