Viale delle Nebbie, il suo castello e la famiglia Casadesus
Il Viale dei Nembi, il suo castello e la famiglia Casadesus di musicisti… Un insieme indissolubile in questo quartiere della collina di Montmartre.
Prima di tutto, il Square Casadesus, prosecuzione del Viale dei Nembi
Il Square Casadesus è una strada pubblica situata nel 18° arrondissement di Parigi, in Francia. Inizia al n. 10 di Viale dei Nembi e termina al n. 10 di rue Simon-Dereure. È un omaggio alla famiglia Casadesus.
I membri di questa famiglia si sono distinti nella storia della musica in Francia. Il fondatore fu Luis Casadesus (Figueres, 26 marzo 1850 – Parigi, 19 giugno 1919), un catalano emigrato in Francia che sognava di diventare violinista. Figlio dell’attrice Francesca Casadesus, detta Ramadié, e dello scrittore Paul de Kock, ebbe tredici figli, nove dei quali raggiunsero l’età adulta; otto di loro divennero musicisti. Di generazione in generazione, fino ai nostri giorni, la famiglia Casadesus ha espresso il proprio talento nella musica, come solisti, direttori d’orchestra, musicisti militari o compositori, cantanti e attori.
Negli anni Venti, il castello fu acquistato e restaurato dal violinista Marius Casadesus. In seguito, cinque generazioni dei Casadesus si succedettero nella proprietà. Una parte della rue Simon-Dereure, antico prolungamento della rue de l’Abreuvoir, fu intitolata « place des Quatre-Frères-Casadesus » (Francis, Henri, Robert-Guillaume e Marcel) nel 1973, per poi essere ribattezzata « Place Casadesus » nel 1995.
Il Castello dei Brouillards e gli artisti del XIX secolo
Oltre al fatto che, secondo la leggenda, il vescovo san Denis avrebbe portato la sua testa tra le mani per lavarla alla fontana che si trovava sul terreno oggi occupato dal square Suzanne-Buisson – un evento che si suppone sia avvenuto nel III secolo –, fu proprio su questo suolo che in seguito venne costruito il Castello dei Brouillards.
La storia del Castello dei Brouillards ebbe inizio nel 1772. Legrand-Ducamjean, avvocato al Parlamento di Parigi, acquistò questo vasto terreno di 7.000 m² situato al n. 13 di rue des Brouillards, dove sorgevano vigne, una fattoria e un mulino chiamato « Moulin des Brouillards ». Costruito un secolo prima, quest’ultimo era in rovina dopo essere stato adibito a torchio per l’uva. Lo fece demolire per erigervi una *folie* alla moda del secolo, con le sue dipendenze. Lo rivendette alla vigilia della Rivoluzione, nel 1789.
Il nome « dei Brouillards » deriverebbe probabilmente dalle nebbie d’acqua causate dalle sorgenti vicine a contatto con l’aria fresca del mattino, nonché dai due abbeveratoi prossimi.
Nel 1850, le dipendenze furono demolite per far posto a padiglioni abitati dagli artisti Théophile Alexandre Steinlen, Kees Van Dongen e Amedeo Modigliani. Nel 1889, Auguste Renoir e la sua modella preferita Aline Charigot (1859-1915), che sposò il 14 aprile 1890, si stabilirono al n° 8 dell’allée des Brouillards. L’ingresso avveniva tuttavia dal portale al 13 di rue Girardon.
Il loro secondogenito, il futuro regista Jean Renoir (1894-1979), nacque lì il 15 settembre 1894 e vi trascorse i primi anni di vita. Conservò il ricordo della campagna, delle capre che brucavano l’erba spontanea del giardino selvatico. All’epoca il terreno era una macchia in cui si accalcavano parigini senza fissa dimora, saltimbanchi, falsari, piccoli truffatori, oltre a vari bohémien e anarchici che vi costruivano capanne.
Nel 1878, nel luogo dell’antica latteria del dominio, Kirschbaum, fabbricante di lampade, inaugurò il bal de la Feuillée di Montmartre, che ottenne un certo successo presso la borghesia e l’ambiente artistico, attirando alcune celebrità come Victor Hugo, Léon Gambetta e Joris-Karl Huysmans. L’esercizio divenne poi il « Petit Moulin-Rouge », prima di essere venduto nel 1886.
La rinascita del Castello dei Brouillards
In rovine nel 1920, il dominio fu acquistato da Victor Perrot (1865-1963). Ottenne la modifica del tracciato dell’avenue Junot per salvare il dominio.
Il viale dei Bruma (Allée des Brouillards) conduce a questo sito dal 1929, ma l’ingresso attuale si trova al n° 13 di rue Girardon. Perrot diresse il restauro del castello dal 1922 al 1926, facendovi installare l’elettricità. A causa di difficoltà finanziarie, dovette suddividere la proprietà. Vendette metà del dominio nel 1928 al generale Barthélémy Joseph Alexandre Piraud (1880-1958), mantenendo però la parte al n° 13. Poco dopo, il castello fu ceduto a Marius Casadesus e alla sua famiglia.
Il 24 aprile 2001 il bene, messo in vendita per 11 milioni di franchi, non trovò acquirenti. Nel 2002 un industriale belga del settore jeans di lusso acquistò la parte del castello, vi effettuò importanti lavori e poi lo rivendette nel 2012 per 7.750.000 euro. Nel 2022 era nuovamente in vendita a un prezzo non specificato, ma superiore ai 10 milioni di euro.
« Brouillards » (Bruma), già usato nel XII secolo
Il nome « des Brouillards » era già impiegato nel XII secolo per indicare la fattoria e il mulino costruiti in quell’epoca. Il viale dei Bruma conduce al castello omonimo. Come il suo frontone neoclassico, risale al XVIII secolo e, come il castello e il mulino che lo hanno preceduto, deve il suo nome alle esalazioni di vapore acqueo provenienti dalle sorgenti circostanti.
Il viale e il castello dei Brouillards hanno segnato la letteratura grazie a Gérard de Nerval, che soggiornò a Montmartre da marzo a novembre 1841 presso la clinica psichiatrica del dottor Blanche (1796-1852). Egli evocò il castello in poche righe, descrivendolo così: « Luogo ammirabile di ritiro, silenzioso nei suoi momenti. »
Nel XX secolo, il viale ha accolto altri artisti, tra cui, al n° 4, l’attore Jean-Pierre Aumont. Questo angolo bucolico ha conservato l’anima del Montmartre di un tempo, al riparo dal turismo di massa che ha invaso il quartiere. Altri artisti si sono ispirati al viale dei Brouillards:
nel 1983, Claude Nougaro, che viveva poco lontano, gli dedicò una canzone, ripresa nel 2014 da Maurane, per la quale scrisse il testo su una musica di Richard Galliano;
nel 1994, Martine Robier pubblicò *9, viale dei Brouillards* per le edizioni Flammarion;
nel 2000, Christine Haydar fece uscire *Appuntamento al viale dei Brouillards* per Jean-Claude Lattès.
Il viale dei Brouillards inizia da place Casadesus (4) e termina a place Dalida.