Piazza dei Vosgi, piazza emblematica del Marais alla moda di Parigi

Piazza dei Vosgi, piazza emblematica del Marais alla moda di Parigi

La place des Vosges è il gioiello del Marais, che di per sé non ne è certo privo!

È anche la più antica piazza di Parigi, seconda solo alla place Dauphine (vicino al Pont-Neuf). Iniziata nel 1605 (terminata due anni dopo l’assassinio di Enrico IV nel 1612, in occasione delle nozze del figlio Luigi XIII e di Anna d’Austria), è la sorella gemella della place Ducale di Charleville-Mézières, costruita nel 1606.

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La sua origine: un tragico incidente reale

La sua esistenza è dovuta a un fatale incidente: il 20 giugno 1559, durante un torneo organizzato per celebrare il matrimonio di sua figlia (Elisabetta) con Filippo II di Spagna, il re Enrico II rimase gravemente ferito da un frammento di lancia alla testa. Morì tra atroci sofferenze all’hotel des Tournelles (ubicazione attuale a nord della place des Vosges) il 10 luglio 1559.

La sua vedova, Caterina de’ Medici, abbandonò questa residenza reale, trasformata in deposito di polvere da sparo, poi venduta per finanziare la costruzione di un palazzo in stile italiano: le Tuileries.

Un inizio fallimentare con una manifattura di seta

Nel agosto 1603, Enrico IV tentò di riutilizzare una parte dei restanti edifici per installarvi una manifattura di filati di seta, oro e argento, che fallì nonostante i duecento operai italiani impiegati.

La donazione definitiva che portò all’aspetto attuale

Il 4 marzo 1604, Enrico IV firmò un editto che assegnava un terreno di 6.000 tese ai principali nobili, affinché vi costruissero dei padiglioni, a condizione di rispettare il progetto elaborato dagli architetti Androuet II du Cerceau e Claude Chastillon, i materiali da utilizzare e le dimensioni principali.

La Rivoluzione non fece che ribattezzarla più volte

Durante la Rivoluzione francese, la place des Vosges fu ribattezzata successively « place des Fédérés », « place du Parc d’Artillerie », « place de la Fabrication-des-Armes » e « place de l’Indivisibilité ». Nel 1800 riprese il suo nome attuale di place des Vosges in onore del dipartimento dei Vosgi, primo a essersi adempiuto al pagamento delle imposte durante la Rivoluzione.

Organizzazione della place des Vosges

La place des Vosges è un quadrato quasi perfetto (127 metri per 140), delimitato da edifici in mattoni rossi a due piani, impreziositi da cantonali in pietra bianca e da tetti spioventi in ardesia blu, con finestre a piccoli riquadri, che formano un insieme di grande unità architettonica. L’editto reale del XVII secolo imponeva una perfetta armonia nella composizione degli edifici e un’altezza uniforme, ad eccezione del padiglione del re, situato al centro del lato sud (il più alto di tutti) e del padiglione della regina, che gli fa fronte a nord, deliberatamente più alti. I padiglioni attuali, larghi quattro campate, si compongono di un primo piano ad arcate, di due piani quadrati e di due piani di soffitte.

Al centro della place des Vosges si trova oggi il square Louis-XIII, piantumato con filari di alberi, punteggiato da quattro fontane al centro dei prati e da una statua equestre di Luigi XIII. Questa statua, opera di Charles Dupaty, completata da Jean-Pierre Cortot, fu installata nel 1825. La prima statua, risalente al 1639, era stata distrutta durante la Rivoluzione.

Il square Louis-XIII è anche un rifugio di pace per i passanti stanchi in cerca di un angolo tranquillo nel cuore della città.

Un coro XXL per la place des Vosges

Negli anni Trenta dell’Ottocento, Charles Sellier, direttore della società corale dei Ceciliani, ebbe l’idea di radunare tutti i cori parigini per offrire alla città di Parigi una memorabile serenata. Cinquecento cantori risposero al suo appello e si riunirono in place Royale. Il grande concerto ottenne un successo straordinario, e tra gli applausi e le acclamazioni gli orfeonisti si congedarono dal pubblico stupefatto.

Place des Vosges: un indirizzo per persone facoltose

Numerose personalità hanno vissuto in place des Vosges: Georges Simenon, Colette, Victor Hugo, Annie Girardot e molti altri. Ancora oggi, nomi celebri vi risiedono o vi hanno recentemente abitato: Dominique Strauss-Kahn e la sua ex moglie Anne Sinclair, Jack Lang, tra gli altri.

Elenco degli hotel sul lato dispari di place des Vosges

N°1: il Pavillon du Roi
Costruito a spese della corona e completato nel 1608, il Pavillon du Roi non fu mai abitato dal sovrano, ma dal suo custode. Venne affittato a partire dal 1666 e venduto come bene nazionale nel 1799. Questo padiglione è attraversato, al primo piano, dalla rue de Birague.

N°1 bis: Hôtel Coulanges
Palazzo privato costruito nel 1606 per Philippe de Coulanges e sua moglie Marie de Bèze. La loro nipotina, Marie de Rabutin-Chantal, futura marchesa di Sévigné, vi nacque il 5 febbraio 1626. Il pittore postimpressionista Georges Dufrénoy (1870-1943) vi abitò dal 1871 al 1914, prima di trasferirsi al n°23 dello stesso luogo.

N°3: Hôtel de Montmorin
Palazzo privato di Simon le Gras de Vaubercey, segretario delle ordinazioni di Anna d’Austria. Qui fu ospitata la biblioteca dell’Union centrale des Arts décoratifs prima del 1904. L’attore Jean-Claude Brialy vi visse fino al 1984.

N°5: Hôtel de la Salle
Palazzo Caillebot de La Salle. Nel 1631 vi soggiornarono due donne influenti dell’entourage di Maria de’ Medici: Anne Donie (Madonte) e Madeleine de Souvré (Stéphanie). Jules Cousin, a cui si deve il museo Carnavalet e la biblioteca storica della città di Parigi, vi morì nel 1899.

N°7: Hôtel de Sully
Place de la Bastille – Hôtel de Sully

Il giardino dell’Hôtel de Sully è collegato alla place des Vosges.
Il palazzo fu costruito nel 1611 dalla vedova del maestro delle richieste Huaut de Montmagny e prese il nome di Hôtel de Sully. Era collegato al grande albergo situato al 62 di rue Saint-Antoine. Questo edificio divenne proprietà di Sully nel 1634, che gli diede il nome.

N°9 : Hôtel de Chaulnes
Hôtel di Pierre Fougeu-Descures, consigliere del re, dove alloggiò Luigi XIII durante l’inaugurazione della place Royale. Appartenne poi al duca di Chaulnes (1676-1744). La tragédienne Rachel visse al secondo piano dell’edificio. La facciata sulla piazza, la galleria, il tetto, la decorazione di un grande salone, i soprassogli porte e un camino sono classificati monumenti storici. Al primo piano ha oggi sede l’Académie d’architecture.

N°11 : Hôtel Pierrard
Anche questo hôtel appartenne a Pierre Fougeu-Descures, che vi ebbe come inquilina Marion Delorme tra il 1639 e il 1648. In seguito l’hôtel passò a Jean-Baptiste Colbert de Saint-Pouange, poi a suo nipote Pierre Colbert de Villarcef e infine a Gilbert Colbert, marchese di Chabannais.

N°13 : Hôtel Dyel des Hameaux
Hôtel di Antoine de Rochebaron (1601-1669), costruito intorno al 1630, appartenne poi al duca Louis de Rohan-Chabot a partire dal 1680 e rimase nella sua famiglia fino alla vendita nel 1764 a François Prévost.

N°15 : Hôtel Marchand
Questo hôtel fu acquistato nel 1701 dal duca Louis de Rohan-Chabot. L’Union centrale des Beaux-Arts appliqués, fondata nel 1864, vi stabilì la propria sede, con un museo, una biblioteca e una sala conferenze.

N°17 : Hôtel de Chabannes
Hôtel di Nicolas le Jay, luogotenente civile e presidente delle inchieste. Bossuet vi fu inquilino dal 1678 al 1682.

N°19 : Hôtel de Montbrun
Questo albergo fu legato nel 1852 all’Assistance publique – Hôpitaux de Paris. La facciata sulla piazza fu rifatta nel 1921.

N°21 : Hôtel du Cardinal de Richelieu
Place de la Bastille – Hôtel de Richelieu
Albergo in cui il cardinale di Richelieu non sembra aver vissuto. Tuttavia fu acquistato nel 1610 da Robert Aubry, che vi ospitò il maresciallo di Brézé, cognato del cardinale. Il maresciallo-duca di Richelieu, pronipote del cardinale, lo comprò nel 1659 per 167.000 lire. Lo ampliò acquistando l’hotel vicino del principe di Guisa, di cui sposò la figlia nel 1734. La granduchessa di Toscana vi morì nel 1721. Alphonse Daudet vi avrebbe vissuto nel cortile nel 1877.

N°23 : Hôtel de Bassompierre
Questo albergo fu abitato da Marie Touchet dal 1614 fino alla sua morte nel 1638. Sua figlia minore, Marie-Charlotte de Balzac d’Entragues (sorella di Catherine Henriette de Balzac d’Entragues), lo acquistò nel 1624. Suo figlio, Louis II de Bassompierre, vescovo di Saintes, lo vendette nel 1665 all’Hôtel-Dieu, che lo affittò. L’albergo fu annesso all’hotel Richelieu (21, place des Vosges) nel 1734.

N°25 : Hôtel de l’Escalopier
Hôtel di Pierre Gobelin du Quesnoy, consigliere di Stato, che cercò di incendiare il suo padiglione per delusione amorosa verso Mademoiselle de Tonnay-Charente, futura Madame de Montespan. In seguito lo affittò ai Maillé-Brézé, per poi venderlo nel 1694 al consigliere al parlamento Gaspard de l’Escalopier.
Elenco degli hotel situati sul lato pari di place des Vosges
N°2 : Hôtel Genou de Guiberville
Antico hôtel Genou de Guiberville.

N°4 : Hôtel al 4 di place des Vosges
Nel 1605, Noël Regnouart, segretario della camera del re e vicino a Sully, acquistò un terreno di otto tese di larghezza (4 arcate) su place Royale e vi fece costruire una casa. In seguito, l’hotel passò di mano in mano, per vendite o eredità.

N°6 : Hôtel de Rohan-Guémené
L’Hôtel de Rohan-Guémené, il cui secondo piano ospita l’appartamento di 280 m² che Victor Hugo occupò dal 1832 al 1848. Trasformato nel 1902 in museo – la Maison de Victor Hugo –, accoglie in media 160.000 visitatori all’anno. L’accesso alle collezioni permanenti è gratuito dal dicembre 2001. Vedi ...

N°8 : Hôtel de Fourcy
L’antico Hôtel de Fourcy è classificato monumento storico dal 26 ottobre 1954.

N°10 : Hôtel de Châtillon
L’antico hôtel de Châtillon (o hôtel de Marie de Lyonne, de Gagny o de Chatainville) è soggetto a classificazione come monumento storico dal 17 luglio 1920.

N°12: Hôtel Lafont
L’antico hôtel Lafont o Breteuil (o Dangeau, Missan, Sainson) è classificato monumento storico dal 26 ottobre 1954.

N°14: Hôtel de Ribault
Place de la Bastille – Place des Vosges. Lato est
Da Thierry Bézecourt tramite Wikimedia Commons

L’hôtel de Ribault, già noto come hôtel de Langres, è soggetto a tutela come monumento storico dal 26 ottobre 1954.

Il rabbino David Feuerwerker, decorato al valore militare, vi si distinse per il suo impegno nella Resistenza e per la sua comunità, dove visse con la famiglia dal 1948 al 1966.

N°16: Hôtel d’Asfeldt
L’antico hôtel d’Asfeldt è classificato monumento storico dal 16 agosto 1955.

N°18: Hôtel de Clermont-Tonnerre
L’antico hôtel de Clermont-Tonnerre è classificato monumento storico dal 26 ottobre 1954.

N°20: Hôtel d’Angennes de Rambouillet
L’antico hôtel d’Angennes de Rambouillet è soggetto a tutela come monumento storico dal 16 agosto 1955.

N°22: Hôtel Laffemas
L’antico hôtel de Laffemas è soggetto a tutela come monumento storico dal 17 luglio 1920.

N°24: Hôtel de Vitry
L’antico hôtel de Vitry (detto anche hôtel de Guiche, de Boufflers, de Duras o Lefebvre-d’Ormesson) è classificato monumento storico dal 17 luglio 1920.

N°26 : Hôtel de Tresmes
L’antico hôtel de Tresmes (o hôtel de Gourgues) è classificato monumento storico dal 14 novembre 1956.

N°28 : Hôtel d’Espinoy e Padiglione della Regina
È diametralmente opposto al padiglione del Re. Un passaggio situato al primo piano collega la Place des Vosges alla Rue de Béarn.

Place des Vosges: il punto di partenza per una passeggiata nel Marais

I negozi, aperti la domenica, contribuiscono a rendere il luogo vivace. La piazza è il punto di partenza ideale per una passeggiata nel quartiere del Marais, uno dei quartieri storici più affascinanti della capitale, sia per i tesori patrimoniali che ospita sia per l’atmosfera che vi si respira. Numerosi hotel particulier del XVII e XVIII secolo sono stati trasformati in musei di fama internazionale: Museo Picasso Paris, Museo Carnavalet, casa di Victor Hugo… La rue des Rosiers, epicentro della comunità ebraica parigina, merita di essere visitata per la sua atmosfera, i suoi negozi e i suoi ristoranti. E non si contano più i bar e i locali che rendono il Marais il quartiere gay più grande di Francia.

Dopo il Marais, continuate la passeggiata dirigendovi verso la Bastiglia oppure tornate verso il Museo Pompidou e l’Hôtel de Ville o verso il Museo delle Arti e dei Mestieri.