La Marsigliese, una canzone rivoluzionaria?
La Marsigliese è uno dei simboli più emblematici della Francia – un inno che va ben oltre il suo ruolo di inno nazionale per diventare un grido di adunata rivoluzionario, di speranza e di unità.
Nata nel 1792 durante la Rivoluzione francese, la sua energia emozionale risuona ancora oggi in tutto il paese e oltre. Se trascorrete del tempo a Parigi, sentirete La Marsigliese in occasione dei grandi momenti – durante le celebrazioni, negli stadi o nelle strade storiche della città –, offrendo un profondo legame con lo spirito e la storia della Francia.
In questo articolo scoprirete le origini affascinanti di La Marsigliese, il suo significato, le modalità con cui viene celebrata a Parigi oggi, oltre a consigli pratici per vivere il suo patrimonio durante la vostra visita.
Le origini di La Marsigliese
Chi ha scritto il testo di La Marsigliese?
Il sindaco di Strasburgo, Philippe-Frédéric de Dietrich, chiese una canzone di marcia coinvolgente per i soldati francesi, pochi giorni dopo che la Francia aveva dichiarato guerra all’Austria – nel 1792.

La Marsigliese fu scritta in una sola notte, tra il 25 e il 26 aprile 1792, da Claude Joseph Rouget de Lisle, capitano del genio militare di stanza a Strasburgo. In realtà, compose solo i primi sei versi con il titolo di Canto di guerra per l’esercito del Reno a Strasburgo.
Il testo si ispira fortemente a un manifesto affisso sulle mura di Strasburgo in quel periodo dalla Società degli Amici della Costituzione, che iniziava così: « Alle armi, cittadini! La bandiera della guerra è spiegata, il segnale è dato. Bisogna combattere, vincere o morire. Alle armi, cittadini… Marciamo! ».
Solo cinque giorni dopo l’entrata della Francia nella guerra contro l’Austria (20 aprile 1792), il canto fu eseguito per la prima volta in pubblico nella piazza d’Armi di Strasburgo, domenica 29 aprile, durante una parata militare.
In questo contesto, La Marsigliese è al tempo stesso una canzone di guerra rivoluzionaria, un’esortazione a combattere l’invasione straniera e un appello patriottico alla mobilitazione generale, ma anche un inno alla libertà e un grido di ribellione contro la tirannia.
Ironia della sorte, Rouget de Lisle non era un rivoluzionario nel profondo: monarchico, in seguito rifiutò di giurare sulla nuova Costituzione, il che gli valse una breve incarcerazione.

Chi ha composto la musica de La Marsigliese?
L’origine della musica è più discussa, poiché è anonima (a differenza delle altre composizioni di Rouget de Lisle per cui aveva scritto lui stesso la musica).
Potrebbe provenire da un oratorio intitolato *Esther*, composto nel 1784 o nel 1787 dal maestro di musica (direttore del coro) della cattedrale di Saint-Omer in Artois, Jean-Baptiste Lucien Grisons. Nelle *« Stances sur la Calomnie »* che aprono questa partitura, si ritrova l’intera melodia de *La Marsigliese* (con lievi differenze) eseguita all’organo, senza le parole.
Questo oratorio, basato su un testo biblico, fu composto prima della Rivoluzione (Grisons lasciò il suo incarico di maestro di musica alla cattedrale di Saint-Omer nel 1787).
Tuttavia, Hervé Luxardo, per parte sua, avanza l’ipotesi (senza poterla suffragare con prove concrete né confermarla) che l’aria in questione sia stata aggiunta in un secondo momento da Grisons nel suo oratorio per evitare il rischio di incarcerazione o di condanna alla ghigliottina.
Infine, come curiosità, alcune note che evocano vagamente i primi versi (« Allons enfants de la patrie ») compaiono in due trii di Wolfgang Amadeus Mozart, così come ne *Il flauto magico* (1791). Sono presenti anche nel primo movimento *Allegro maestoso* del *Concerto per pianoforte n. 25 in do maggiore*, K. 503 (1786) dello stesso compositore austriaco. Le prime dodici note dell’inno vi vengono eseguite al pianoforte con la mano sinistra alla fine di questo primo movimento. Si tratta soprattutto di brevi frasi melodiche riprese dal linguaggio musicale in voga all’epoca della composizione di queste opere.
Per parte sua, il principe Michele di Grecia evoca una somiglianza con l’inno del Württemberg, eseguito quotidianamente nella principato di Montbéliard, possedimento della famiglia di Grecia. La melodia sarebbe stata nota a Sibilla Ochs (moglie di Dietrich, sindaco di Strasburgo), originaria di Basilea. Eccellente musicista, avrebbe contribuito all’orchestrazione de *La Marsigliese*.
*La Marsigliese* fu riabilitata dopo la rivoluzione del 1830 e l’avvento del re Luigi Filippo. Il compositore francese Hector Berlioz ne realizzò una nuova versione (H15A) per solisti, due cori e orchestra (1830), regolarmente eseguita da allora.
La marcia « La Marsigliese »: da Strasburgo a Parigi passando per Montpellier, poi Marsiglia
Da Montpellier (17 giugno 1792) a Marsiglia (23 giugno 1792)
Dopo l’impresa di Rouget de Lisle nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1792, è il 17 giugno 1792 che *La Marsigliese* riappare nella Storia.
Una cerimonia funebre si tiene a Montpellier, sull’esplanade, in onore di Jacques Guillaume Simonneau, sindaco di Étampes, assassinato durante una recente sommossa. L’assoluzione pronunciata dall’arcivescovo Dominique Pouderous è seguita dall’esecuzione del *Canto di guerra dell’Esercito del Reno*, interpretato da un inviato di Strasburgo.
Un delegato del Club degli amici della Costituzione di Montpellier, il dottor François Mireur, giunto per coordinare la partenza dei volontari del sud verso il fronte, assiste alla cerimonia e ne rimane « elettrizzato dal suo ritmo inebriante ».

Dopo aver tenuto un discorso il 21 giugno davanti al Club degli amici della Costituzione di Marsiglia, Mireur partecipò il giorno seguente a un banchetto in suo onore. Gli fu chiesto di prendere nuovamente la parola e cantò il brano che aveva ascoltato a Montpellier pochi giorni prima. Nell’atmosfera patriottica di allora, Mireur suscitò l’entusiasmo del suo uditorio.
Il testo fu stampato già il giorno successivo sul Journal des départements méridionaux (datato 23 giugno 1792), sotto la direzione di Alexandre Ricord.
Nota: Il dottor Mireur fu generale sotto Napoleone Bonaparte e morì (o si suicidò) in Egitto nel 1798.
Da Marsiglia a Parigi (luglio 1792)
A luglio 1792, una versione separata di questo canto fu distribuita ai volontari marsigliesi, che lo intonarono lungo tutto il percorso verso Parigi.
I volontari marsigliesi fecero il loro ingresso a Parigi il 30 luglio. Fu sui Campi Elisi che il canto di Rouget de Lisle divenne « l’inno dei Marsigliesi », e ben presto La Marsigliese.
Dall’inno rivoluzionario al simbolo nazionale
La Marsigliese divenne la voce ufficiosa della Rivoluzione francese – l’inno che si udiva nei banchetti, per le strade e, in modo memorabile, durante la marcia verso il palazzo delle Tuileries nell’agosto 1792. Fu ufficialmente dichiarata inno nazionale della Francia dalla Convenzione nazionale il 14 luglio 1795, un anno dopo la caduta di Robespierre e la fine del Terrore (27 luglio 1794/9 Termidoro anno II).
Napoleone non la vietò, ma preferì Il Canto della Partenza. Fu poi proibita dai governi monarchici che seguirono. Eppure, ogni volta che la Francia ha abbracciato valori repubblicani, l’inno è tornato in auge. La Marsigliese divenne ufficialmente l’inno nazionale della Francia solo il 14 febbraio 1879. Tuttavia, lo era già dal 1795 secondo la legge, poiché il decreto che la istituiva non fu mai abrogato dai regimi successivi. Se visitate Parigi, potete rendere omaggio a Rouget de Lisle agli Invalidi, dove le sue spoglie furono traslate nel 1915.La Marsigliese oggi: 6 strofe ufficiali più una 7ª, detta «strofa dei bambini», per un totale di 15 strofe
Nota: Puoi consultare la versione originale francese de La Marsigliese passando il sito in inglese o in francese (in alto a destra dello schermo).
Le parole de La Marsigliese hanno subito diverse modifiche nel corso del tempo. Oggi l’inno conta sei strofe e una settima, detta «strofa dei bambini».
Solo la prima strofa viene cantata durante gli eventi.
Tuttavia, nelle commemorazioni, spesso si interpretano la sesta strofa e la strofa dei bambini.
Una seconda «strofa dei bambini», aggiunta in seguito, non fa parte della versione «ufficiale». Si tratta della 15ª e ultima strofa della versione completa.
Infine, a causa del suo carattere religioso, l’ottava strofa fu soppressa da Joseph Servan, ministro della Guerra, nel 1792. Sei ulteriori strofe compongono la versione integrale, tra cui l’11ª e la 12ª, che evocano l’Europa e i diritti umani.
I.
Avanti, figli della Patria,
Il giorno della gloria è arrivato!
Contro di noi la tirannia
Alza il vessillo insanguinato, (bis)
Udite nelle campagne
Ruggire quei feroci soldati?
Vengono fin nelle vostre braccia
Per sgozzare i vostri figli e le vostre compagne!
(Ritornello)
Alle armi, cittadini,
Formate i vostri battaglioni,
Marciamo, marciamo!
Che un sangue impuro
Abbeveri i nostri solchi!
II.
Cosa vuole questa orda di schiavi,
Di traditori, di re congiurati?
Per chi queste ignobili catene,
Queste ferree briglie già preparate? (bis)
Francesi, per noi, ah! quale oltraggio!
Quale furore deve suscitare!
Osano meditare di ridurci
All’antica schiavitù!
III.
Cosa! Coorti straniere
Faranno legge nelle nostre case!
Cosa! Queste falangi mercenarie
Abbatteranno i nostri fieri guerrieri! (bis)
Gran Dio! Con mani incatenate
I nostri fronti sotto il giogo si piegherebbero
Vili despoti diverrebbero
I padroni del nostro destino!
IV.
Tremate, tiranni e voi perfidi,
L’onta di tutti i partiti,
Tremate! I vostri progetti parricidi
Stanno per ricevere il loro premio! (bis)
Tutti sono soldati per combattervi,
Se cadranno, nostri giovani eroi,
La terra ne produrrà di nuovi,
Pronti a battersi contro di voi!
V.
Francesi, come magnanimi guerrieri,
Portate o trattenete i vostri colpi!
Risparmiate queste tristi vittime
Che, a malincuore, si armano contro di noi. (bis)
Ma questi despoti sanguinari,
Ma questi complici di Bouillé,
Tutti questi tigri che, senza pietà,
Dilaniarono il seno della loro madre!
(Ritornello)
VI. (Coppia spesso ricordata da sola oggi dopo la prima)
Amor sacro della Patria
Guidaci, sorreggi le nostre braccia vendicatrici
Libertà, Libertà cara,
Combatti al fianco dei tuoi difensori! (bis)
Sotto le nostre bandiere, che la vittoria
Accorra ai tuoi accenti virili,
Che i tuoi nemici morenti
Vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!
(Ritornello)
VII. (Coppia dei bambini)
Noi entreremo in lizza
Quando i nostri anziani non ci saranno più
Troveremo lì le loro ceneri
E le tracce delle loro virtù (bis)
Ben meno desiderosi di sopravvivergli
Che di condividere la loro bara
Avremo il sublime orgoglio
Di vendicarli o di seguirli!
(Ritornello)
VIII. (Coppia soppressa da Servan, Ministro della Guerra nel 1792)
Dio di clemenza e di giustizia,
Vedi i nostri tiranni giudicare i nostri cuori!
Che la tua bontà ci sia propizia,
Difendici da questi oppressori!
Tu regni in cielo e sulla terra
E davanti a te tutto deve cedere.
Con il tuo braccio vieni a sostenerci,
Tu, grande Dio, padrone del tuono.
(Ritornello)
IX.
Popolo francese, conosci la tua gloria;
Cinto dall’Uguaglianza,
Che trionfo, che vittoria
Aver conquistato la Libertà! (bis)
Il Dio che scaglia il tuono
E che comanda agli elementi,
Per sterminare i tiranni
Si serve del tuo braccio sulla terra.
(Ritornello)
X.
Abbiamo dalla tirannia
Respinto gli ultimi sforzi;
Dal nostro clima è bandita;
Presso i francesi i re sono morti. (bis)
Viva in eterno la Repubblica!
Anatema alla regalità!
Che questo refrain, ovunque diffuso,
Sfidi la politica dei re.
(Ritornello)
XI.
La Francia che l’Europa ammira
Ha riconquistato la Libertà
E ogni cittadino respira
Sotto le leggi dell’Uguaglianza; (bis)
Un giorno la sua immagine cara
Si estenderà su tutto l’universo.
Popoli, spezzerete le vostre catene
E avrete una Patria!
(Ritornello)
XII.
Calpestando i diritti dell’Uomo,
Le legioni soldatesche
Dei primi abitanti di Roma
Asservirono le nazioni. (bis)
Un progetto più grande e più saggio
Ci impegna nei combattimenti
E il francese non impugna il braccio
Se non per distruggere la schiavitù.
(Ritornello)
Sì! Già insolenti despoti
E la schiera degli emigrati
Che muovono guerra ai Senza-Culotte
Dalle nostre armi son travolti; (bis)
Invano fondano la loro speranza
Sul fanatismo infuriato,
Il segno della Libertà
Presto farà il giro del mondo.
(Ritornello) XIV.
O voi! che la gloria circonda,
Cittadini, illustri guerrieri,
Temete, nei campi di Bellona,
Temete di macchiare i vostri allori! (bis)
Inaccessibili a neri sospetti
Verso i vostri capi, i vostri generali,
Non abbandonate mai le vostre bandiere,
E resterete invincibili.
(Ritornello) XV.
Figli, che l’Onore, la Patria
Siano l’oggetto di tutti i nostri voti!
Abbiamo sempre l’anima nutrita
Dai fuochi che entrambi ispirano. (bis)
Siamo uniti! Tutto è possibile;
I nostri vili nemici cadranno,
Allora i Francesi cesseranno
Di cantare questo terribile ritornello.
(Ritornello)
Il significato de La Marsigliese
Analisi delle parole
Le parole de La Marsigliese sono un appello vibrante alle armi. L’ouverture emblematica, « Allons enfants de la Patrie, Le jour de gloire est arrivé! » (« Avanti, figli della Patria, il giorno della gloria è arrivato! »), instaura immediatamente un tono appassionato e urgente.
In tutto il canto, i cittadini sono chiamati a difendere la Francia dalla tirannia e dall’oppressione straniera.
Le strofe sono vivaci e a volte crudeli – riflettono la violenza e la disperazione della Francia rivoluzionaria – ma soprattutto esprimono determinazione, unità e speranza di libertà.
Simbolismo e impatto emotivo
La Marsigliese incarna i valori fondamentali della Repubblica francese: libertà, uguaglianza, fraternità.
Intonata durante le celebrazioni della Festa nazionale e degli eventi nazionali, suscita emozioni che vanno dall’orgoglio al ricordo solenne. Per molti, rimane un richiamo vivo al passato rivoluzionario della Francia e al suo impegno costante verso questi ideali.
La Marsigliese nella Francia moderna
Pierre Dupont (1888–1969), direttore musicale della Guardia repubblicana dal 1927 al 1944, compose l’arrangiamento ufficiale dell’inno nazionale. È questa versione che viene ancora utilizzata oggi.
Dove ascoltare La Marsigliese a Parigi?
Se esplorate Parigi, avrete numerose occasioni di ascoltare La Marsigliese:
Il 14 luglio (Festa nazionale): L’inno viene eseguito durante la grande parata militare sui Champs-Élysées e durante gli spettacolari fuochi d’artificio.
Eventi sportivi: Prima delle partite importanti di calcio o di rugby, in particolare allo Stade de France o al Parc des Princes, gli spettatori intonano La Marsigliese.
Cerimonie ufficiali: Le occasioni di Stato, gli omaggi e le assemblee scolastiche includono spesso l’inno nazionale.
Assistere a questi momenti offre un legame diretto con l’identità francese e lo spirito di comunità.

La Marseillaise nella cultura popolare
La Marseillaise è diventata un simbolo mondiale di resistenza e libertà. Tchaïkovski l'ha citata nella sua *Ouverture 1812*.
Al cinema, la sua apparizione più celebre rimane quella di *Casablanca*, dove incarna la lotta per la libertà di fronte all'oppressione. Oggi la sua melodia è immediatamente riconoscibile, risuonando ben oltre i confini francesi.
Sotto il regime di Vichy (1940-1944), fu sostituita da *Maréchal, nous voilà !*. Nella zona occupata, l'autorità militare tedesca ne vietò l'esecuzione o l'esecuzione cantata a partire dal 17 luglio 1941.
Valéry Giscard d’Estaing, eletto presidente nel 1974, rallentò il ritmo della Marseillaise per ripristinare il tempo originale (secondo Guillaume Mazeau, la sua motivazione era anche quella di renderla « meno marziale »).
Dalla cerimonia di chiusura dei Giochi Olimpici di Tokyo nel 2020, una versione riarrangiata da Victor Le Masne, direttore musicale delle quattro cerimonie dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Parigi 2024, viene eseguita durante le competizioni.
« Nello spirito di serenità, le asprezze marziali delle armonie sono state eliminate, ma la melodia rimane intatta. »
La Marseillaise nella Costituzione del 1958: protezioni legali e percezione pubblica
L’articolo 2 della Costituzione della Repubblica francese del 1958 stabilisce che « l’inno nazionale è La Marseillaise ».
Il 24 gennaio 2003, nell’ambito della legge di orientamento e programmazione per la performance della sicurezza interna (LOPSI), i deputati approvano un emendamento che introduce il reato di oltraggio alla bandiera e all’inno nazionale, La Marseillaise. Tale reato è punibile con sei mesi di reclusione e una multa di 7 500 €.
Molti cittadini e associazioni per la difesa dei diritti umani hanno denunciato una chiara violazione della libertà di espressione e l’ambiguità del termine « oltraggio ». Tuttavia, il Consiglio costituzionale ha limitato la sua applicazione alle « manifestazioni organizzate sotto il controllo delle autorità pubbliche ».
La Marsigliese è tutelata dalla legge francese in quanto simbolo nazionale. Il disprezzo nei suoi confronti può comportare conseguenze giuridiche, e questa protezione gode di un ampio sostegno. La grande maggioranza dei francesi continua a vedere nell’inno una fonte di orgoglio nazionale, anche se il dibattito pubblico ne mantiene l’eredità dinamica e rilevante.
Nelle scuole
Dal 1985, l’inno viene insegnato nell’ambito del programma obbligatorio di educazione civica.
Critiche e interpretazioni moderne
Sebbene sia venerata dalla maggior parte dei cittadini francesi, la Marsigliese è oggetto di critiche periodiche a causa del suo tono marziale e dei riferimenti bellici.
Alcuni si interrogano sulla pertinenza del suo messaggio in una società moderna e pacifica, o sulla necessità di adattarne il testo per riflettere i valori attuali. Questi dibattiti riemergono in particolare durante le discussioni nazionali sull’identità e l’inclusione.
Alcuni anni fa, sostenitori di sinistra hanno erroneamente denunciato alcuni termini (« Qu’un sang impur abreuve nos sillons ! ») a causa di una scarsa conoscenza del significato originario dell’espressione « sang impur ». La senatrice ecologista Marie-Christine Blandin, ad esempio, vi ha visto una manifestazione di xenofobia violenta. Questa polemica sciocca si è spenta altrettanto in fretta con cui era scoppiata, una volta chiarita la terminologia incriminata dal punto di vista storico.
Eppure, per la maggior parte dei francesi, La Marseillaise rimane un simbolo di unità e identità. Questi stessi dibattiti testimoniano il funzionamento della democrazia – prova che l’inno, come la Francia, si adatta ed evolve.
Come vivere La Marseillaise a Parigi
Assistere alle celebrazioni del 14 luglio
Nulla batte l’energia del 14 luglio a Parigi. In quel giorno, la città vibra di patriottismo:
Sfilata militare: Osservate le forze armate francesi sui Champs-Élysées, coronata da un passaggio aereo fragoroso della Patrouille de France.
Fuochi d'artificio alla Torre Eiffel : La Marsigliese accompagna lo spettacolo pirotecnico indimenticabile che illumina il cielo parigino.
Concerti pubblici : In tutta Parigi, concerti e animazioni gratuite prolungano l'atmosfera festosa fino a notte fonda.
Visitare i luoghi storici
Comprendere la storia della Marsigliese assume tutto il suo significato quando ci si reca nei luoghi che l'hanno vista nascere:
Place de la Bastille e Quartiere della Bastiglia: Cuore della Rivoluzione francese, oggi simbolo della lotta per la libertà.
Gli Invalides: Ospitano la tomba di Napoleone e un vasto museo dedicato alla storia militare, dove si può anche riflettere sull’eredità di Rouget de Lisle. Le sue ceneri vi furono trasferite il 14 luglio 1915.
Museo Carnavalet: Dedicata alla storia di Parigi, questa struttura offre uno sguardo sulla Rivoluzione e sull’evoluzione dell’identità della capitale.
Conclusione
La Marsigliese è molto più di un canto: è una parte viva dell’identità francese.
Il suo percorso, da inno rivoluzionario spontaneo fino al ritmo delle celebrazioni nazionali, testimonia valori senza tempo come libertà e unità. Che la si ascolti risuonare durante un evento sportivo, che la si canti in una corte scolastica o che la si celebri con i fuochi d’artificio il 14 luglio, La Marsigliese unisce tutti i francesi intorno a una storia potente di resistenza e speranza.
Per i viaggiatori a Parigi, comprendere e vivere La Marsigliese significa andare oltre monumenti e musei: significa immergersi nella cultura vibrante della città e nello spirito orgoglioso dei suoi abitanti. Lasciate che diventi la colonna sonora della vostra esplorazione dei tesori di Parigi, dalla scoperta dei luoghi simbolo della Rivoluzione, fino a quei momenti di solidarietà che uniscono la nazione.
Bonus: 3 consigli fondamentali per organizzare e vivere al meglio il vostro soggiorno a Parigi
Avete notato che il nostro sito mette a vostra disposizione strumenti per aiutarvi a organizzare facilmente il vostro viaggio a Parigi, affinché il vostro soggiorno sia un successo senza stress?
1. Traduttore Phrasebook per chi non parla correntemente il francese
Avete difficoltà a trovare la parola o l’espressione giusta in francese? Cliccate qui su PHRASEBOOK – o in alto a destra sullo schermo. Si tratta di un lessico di 100 parole e/o espressioni utili per un turista in visita a Parigi (al ristorante, in hotel, per lo shopping, in metropolitana, per i saluti, per chiedere indicazioni, ecc.). Sono disponibili otto lingue. E sapete qual è la cosa migliore? Ogni parola e frase può essere ascoltata in francese da un parlante madrelingua.
2. Il Generatore di Soggiorni di VPBY
Ci sono molte cose interessanti e istruttive da vedere a Parigi. Un’organizzazione accurata del vostro soggiorno è fortemente consigliata. Per aiutarvi, mettiamo a vostra disposizione, gratuitamente, il nostro Generatore di Soggiorni.
In 5 minuti e 5 clic ottenete il vostro programma di visite a Parigi, mezza giornata dopo mezza giornata, tutte le prenotazioni – se lo desiderate, senza impegno – dei siti che volete visitare, la prenotazione dei vostri trasporti (aereo, treno o auto), la prenotazione dell’alloggio e persino suggerimenti per regali-souvenir di valore per voi, i vostri amici e la vostra famiglia.
Come funziona?
Cliccate su "Organizzatore di soggiorno a Parigi", completamente gratuito, che vi eviterà di scervellarvi per vedere il massimo delle cose nel minor tempo possibile. Dopodiché dovrete solo scegliere:
1/ Scegliete i vostri desideri generali cliccando sulla lista (Musei, Chiese, Monumenti, Parchi, ecc.) ;
2/ Il Generatore di Soggiorni di VPBY vi propone quindi l’insieme delle schede pertinenti ;
3/ Selezionate cliccando sui nomi dei musei, monumenti, parchi o delle attività che desiderate ;
4/ L’organizzatore vi restituisce la pianificazione per ogni giorno del vostro soggiorno ;
5/ con l’ottimizzazione geografica delle visite giornaliere – se lo desiderate – per evitare spostamenti faticosi e tediosi.
Tutto questo avviene in 5 clic e solo 3 minuti. Ed è davvero gratuito. Per utilizzarlo, cliccate su "Organizzatore di soggiorni a Parigi"
Nota: volete sapere cosa pensano gli utenti del Generatore di Soggiorni di VPBY della loro esperienza? Cliccate su "Hanno creato il loro viaggio con VPBY"
3. Elenco delle prenotazioni da effettuare
Per non perdere tempo in fila, vi consigliamo di effettuare le prenotazioni online alcuni giorni prima. Tutte le prenotazioni ufficiali sono utili e disponibili sul nostro sito:
Prenotazioni per l’ingresso nei musei, monumenti, spettacoli, crociere sulla Senna
Prenotazioni per il vostro arrivo in Francia: aerei, treni, auto
Prenotazioni per il vostro alloggio: hotel, appartamenti, case vacanze – a Parigi o nelle immediate vicinanze
Troverete i link per tutte queste prenotazioni direttamente negli articoli delle visite che vi interessano o nei percorsi delle nostre passeggiate autoguidate. Cliccando su "Prenotazioni" nella barra dell’intestazione avrete accesso a tutte le prenotazioni necessarie durante il vostro soggiorno. A titolo di esempio:
Prenotazione ingresso Notre-Dame di Parigi (Ingresso gratuito ma prenotazione consigliata per evitare la fila)
Prenotazione ingresso Conciergerie (Pacchetto combinato Sainte-Chapelle)
Prenotazione Castello di Versailles: Biglietto d'ingresso + Accesso ai Giardini + Domaine de Trianon






