Vol del Louvre 2025: i Gioielli della Corona rubati in un audace furto in pieno giorno – Cosa sappiamo

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Il furto dei gioielli della Corona francese: un precedente… nel 1792

Una rapina al Louvre sconvolge Parigi mentre i ladri eludono la sicurezza in pieno giorno

Il 19 ottobre 2025, Parigi ha vissuto uno dei più grandi shock culturali della sua storia recente. Un gruppo di ladri travestiti da operai edili ha compiuto una rapina rapida e altamente organizzata nel cuore del museo del Louvre, rubando otto pezzi dei gioielli della Corona di Francia nella Galleria di Apollo in meno di otto minuti. Il bottino, stimato intorno agli 88 milioni di euro (100 milioni di dollari), ha lasciato le autorità perplesse e ha fatto gelare il sangue della comunità internazionale. Per i turisti, questo evento solleva seri interrogativi sulla sicurezza e la solidità dei dispositivi di protezione in uno dei musei più visitati al mondo.

Mentre le indagini proseguono e alcuni dettagli restano da chiarire, ecco una sintesi chiara di ciò che è accaduto, di come sia stato possibile e delle conseguenze per il Louvre, Parigi e la vostra prossima visita.

Un passo indietro: il furto dei gioielli della Corona… nel settembre 1792

Il contesto storico era diverso: eravamo nel pieno della Rivoluzione, Luigi XVI e Maria Antonietta erano imprigionati e il caos regnava a Parigi come in tutta la Francia. All’epoca, i gioielli della Corona di Francia erano custoditi presso il Garde-Meuble de la Couronne (Deposito dei mobili della Corona), un vasto edificio situato in place de la Concorde (allora chiamata place Louis XV, poi place de la Révolution) a Parigi. Questo luogo, oggi inglobato nel Hôtel de la Marine, fungeva da deposito per i tesori della monarchia, tra cui una collezione di gioielli leggendari, accumulati nel corso dei secoli dai re e dalle regine di Francia.

Nella notte tra l’11 e il 16 settembre 1792, un gruppo di ladri mise in atto un piano al contempo ingegnoso e semplice per introdursi nel Garde-Meuble. Approfittando dell’oscurità, i malfattori scalarono la facciata dell’edificio con l’aiuto di funi, servendosi dei lampioni di place de la Révolution. Una volta raggiunto il balcone del primo piano, al riparo dagli sguardi dei passanti, riuscirono a rompere una finestra. Tagliarono poi un’apertura, ancora visibile oggi, nella persiana interna della stanza dove erano custoditi i preziosi gioielli. Sappiate che potete consultare i nostri due articoli direttamente collegati a questo argomento:

Rapina al Louvre: la cronologia o come i ladri hanno rubato i Gioielli della Corona nel 2025 in 8 minuti

Il furto del 2025 al Louvre presenta alcune somiglianze con quello del 1792. I ladri sono entrati da una finestra, sotto gli occhi di tutti, con i mezzi tecnici dell’epoca. Ecco lo svolgimento degli eventi al Louvre.

09:30 – Entrata e diversivo

Una domenica mattina, i ladri sono penetrati nella Galleria di Apollo del Louvre durante gli orari di apertura al pubblico. Grazie a una piattaforma meccanica montata su un veicolo parcheggiato discretamente nei pressi del museo, hanno raggiunto un balcone del primo piano – un punto debole nella sorveglianza. Il loro metodo di intrusione, al contempo audace e pragmatico, ha permesso loro di aggirare gli accessi classici, generalmente meglio protetti e controllati.

I ladri, apparentemente in quattro, indossavano uniformi da cantiere e hanno utilizzato attrezzi elettrici, un cannello ossidrico e una smerigliatrice per forzare le teche. Il personale del museo e i visitatori sono stati colti alla sprovvista dal rumore e dalla presenza insolita di «lavoratori», regalando ai ladri preziosi secondi mentre la confusione si diffondeva nella sala.

09:34 – Furto lampo

L’operazione è stata rapida: in meno di quattro minuti, i ladri avevano tagliato i vetri e le teche e si erano già impossessati degli oggetti mirati – gioielli storici un tempo indossati da sovrani francesi. Nella loro fretta, la Corona dell’imperatrice Eugénie è stata strappata attraverso un’apertura troppo stretta e gravemente danneggiata, ritrovata in seguito abbandonata sul posto[1][3]. Altri otto oggetti tempestati di pietre preziose, principalmente diademi, collane e spille ornate di smeraldi e zaffiri, sono stati rubati con successo e non sono ancora stati recuperati.

09:38 – Fuga

I ladri sono spariti quasi con la stessa rapidità con cui erano apparsi. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno rivelato che gli allarmi del museo si erano effettivamente attivati, ma tutte le telecamere perimetrali non coprivano adeguatamente il balcone utilizzato per la fuga, anche a causa dell’invecchiamento delle infrastrutture e di una copertura incompleta. Gli inquirenti hanno poi rinvenuto sul posto attrezzi e indizi – utensili elettrici, guanti, benzina e walkie-talkie.

Conseguenze: indagini e ripercussioni dopo il furto al Louvre

Il museo è stato evacuato immediatamente e rimasto chiuso fino al 22 ottobre, con la Galleria di Apollo inaccessibile per perizie e riparazioni[5][8]. In risposta, Interpol ha inserito i gioielli rubati nel proprio database internazionale delle opere d’arte trafugate e diffuso allerta a mercanti d’arte e forze di polizia di tutto il mondo.

La pressione è aumentata sulla direttrice del museo, Laurence des Cars, che ha ammesso lacune nella sorveglianza e ha addirittura offerto le sue dimissioni, respinte dalle autorità francesi. Il presidente Emmanuel Macron ha sollecitato l’accelerazione degli aggiornamenti di sicurezza.

Cosa hanno rubato i ladri? Elenco dettagliato dei gioielli sottratti

Secondo il ministero della Cultura, tra gli oggetti rubati figurano zaffiri ed smeraldi provenienti da parure reali:

  • Diadema, collana e orecchini del parure di zaffiri della regina Maria Amalia (associata a Maria Amalia di Napoli e Sicilia e Ortensia di Beauharnais)
  • Collana e orecchini di smeraldi del parure dell’imperatrice Maria Luisa
  • Diadema, grande spilla da petto e spilla-reliquiario della collezione dell’imperatrice Eugenia
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